I luoghi comuni che sento sul Lirico di Cagliari. Smontati.

Vi fidate?
sono venti anni che faccio l’artista lirico, e lo faccio nei più grandi teatri del mondo. Sono rappresentato da una delle più grandi agenzie internazionali, faccio il regista e lavoro su progettazioni internazionali in Cina e in Scandinavia. Tutto il mio reddito con il quale vivo deriva da questa mia attività e conosco il settore a menadito, con i suoi problemi e le sue potenzialità.

Quando si parla di Lirico di Cagliari sento una quantità tale di castronerie che faccio fatica a stare zitto e adesso qualcosa bisogna che io dica. Ci sono delle convinzioni radicate che sarebbero scusabili in un passante occasionale, ma non si possono perdonare comunque. Mi da fastidio che la gente abbia delle convinzioni false sul teatro della mia città e voglio dare il mio contributo per combattere queste astrusità.
Iniziamo.

“Il Lirico di Cagliari ha un problema di soldi”.
Non è vero, è falso, è una corbelleria, una castroneria, una inesattezza, una stupidaggine. Chi lo dice non sa quello che dice, riferisce cose sentite da altri che, come lui, non sanno nulla dei problemi del Lirico.
Il Lirico di Cagliari per quest’anno ha a disposizione:
9 milioni di euro dal FUS del MIBAC
9 milioni di euro dalla Regione Sardegna
2milioni e 4 o più dal Comune di Cagliari
Altri 2milioni e sei dalla Regione per un progetto Ca-SS

Fanno 22milioni e briscola dalle quali si tolgano:
14 milioni di spese di personale
un milione e mezzo di mutuo per tutto il “famoso” buco lasciato dai tempi passati.

Rimangono più di sei milioni di euro da spendere per altro. Tenete presente che una stagione lirica, sinfonica e di balletto che prevedesse spettacoli TUTTI I MESI DELL’ANNO non costerebbe nemmeno 3 milioni.

Quindi il Lirico NON HA un problema di soldi, ha un problema di governance finora inadeguata. Punto.

“Il problema del Lirico sono le agenzie”
Ma chi è che si permette di dire stupidaggini di così enorme portata? Ma voi lo sapete come funzionano le agenzie? Lo sapete che l’agenzia la paga solo l’artista senza nessun aggravio per il teatro? Lo sapete che, se abbiamo ancora una stagione, lo dobbiamo al favore che tutte (indistintamente) le agenzie italiane hanno voluto farci concedendoci artisti a prezzi da teatrino di parrocchia? Lo sapete quanto è il cachet di un artista di caratura internazionale come De Candia, Alajmo, Antoniozzi o altri che sono venuti? No che non lo sapete. E sapete quali sono invece i cachet ai quali hanno accettato di venire? No? Beh, per essere rispettoso della privacy vi dico che sono tutti venuti a un terzo del loro cachet (UN TERZO). E questo lo dobbiamo alle famigerate agenzie di cui vi riempite la bocca senza sapere un cappero salato di quello che dite.

“La Lirica non piace più, bisognerebbe fare altro nel teatro”.
Anche questa è una delle corbellerie frequenti. Qualsiasi massaia che passa di qua si può permettere di dire delle astrusità di questa portata, ma non dovrebbero dirlo perché la Lirica è uno dei pochi settori di spettacolo IN CRESCITA DI PUBBLICO secondo i dati SIAE. Dovrebbe sapere che in un teatro come Cagliari, ogni opera di grande repertorio viene vista da almeno 9mila spettatori REALI fra repliche, prime e generali. Non piace più a chi? Ma di che cosa state parlando? Ma siete di quelli che sentono parlare della lirica solo quando TG4 parla della prima della Scala e siete ancora convinti che al teatro ci vadano le signore con la pelliccia? Ma ci siete mai venuti al lirico? No? E allora come vi permettete di dire codeste corbellerie?

“Dovremmo far cantare solo i giovani”
Un’altra delle stupidaggini che sento di frequente. Ma io mi permetto di dire, poniamo, ad un ortopedico che deve levarsi dalle scatole e lasciare il reparto in mano a una manica di pischellini che non sanno la differenza fra un omero e Omèro? Ma secondo voi il Lirico di Cagliari riceve 22 milioni di soldi pubblici per fare il teatrino della parrocchia o il festival delle debuttanti? Avanti un altro? La Corrida? Qasi Night? Ma come vi permettete di esprimere pareri artistici e di gestione di una macchina importante e delicata della quale non sapete nulla perché il quando si apre il sipario siete sempre stati in platea e non sapete nemmeno che cosa è un “camauro” o una “italiana” o una “antepiano”?

Insomma:
vi voglio dire una cosa: il Lirico non ha bisogno di altri soldi, non ha bisogno di idee artistiche che arrivino dalla strada, non ha bisogno di consigli da parte di chi nulla sa e che ragiona da profano.

Il Lirico ha bisogno di una governance seria e competente e basta. Ha bisogno di riportare il livello qualitativo e quantitativo della produttività ai livelli di cui è capace. Punto.

Fatevi tutti portavoce di questa fondamentale istanza che adesso, con il prossimo bando, potrà realmente essere soddisfatta.

Di luoghi comuni, francamente, non ne abbiamo più bisogno. Grazie.

Gianluca Floris.

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