Un milione di euro per i finanziamenti alla cultura a Cagliari

A Cagliari si apre un dibattito sul primo anno di politica culturale della amministrazione Zedda.

Alla scadenza del primo anno di mandato, qualche disaccordo sulla direzione intrapresa finora serpeggia e inizia a manifestarsi pubblicamente.

Alcune settimane fa, ad esempio, nel corso di un incontro sull’argomento promosso dai Rossomori a Cagliari, hanno pubblicamente espresso le loro perplessità sia due registi, che il segretario cittadino del PD Yuri Marcialis, sia Antioco Usala di Cosas,  i quali hanno dato voce al malcontento che, fino ad ora silente, serpeggiava nell’ambiente cittadino.

Venerdì scorso si è svolto un incontro pubblico con la Commissione Cultura e con l’assessore alla cultura Dott.ssa Enrica Puggioni nel corso del quale sono state presentate le prime linee di intervento della Amministrazione nella cultura. Questo il riassunto dell’incontro.

L’assessore ha anche illustrato il Piano Comunale per la Cultura e ha chiarito alcune perplessità e alcuni suggerimenti che erano pervenuti da parte degli operatori. Per onestà devo dire che detto piano ancora oggi non prevede alcuna identificazione di risorse necessarie per attuarlo. Rimane quindi pesantemente monco.

In particolare durante la serata sono stati annunciati:

- Nuovi bandi per la gestione degli spazi Exma’, Ghetto, Castello di S.Michele, Lazzaretto e Villa Muscas secondo la “finanza di progetto”

- La prossima pubblicazione del regolamento per l’accesso ai finanziamenti.

- I prossimi bandi per l’accesso ad altri spazi “non convenzionali” per attività culturali.

Dopo questo incontro è sorto un piccolo dibattito in loco che poi si è poi allargato sul web.
Il giornalista (e mio amico) Vito Biolchini, ha subito pubblicato un post dove denuncia l’assenza di fatto di una politica culturale da parte della Amministrazione Zedda. Interessante dare uno sguardo ai commenti del post.

Io stesso, durante l’incontro, ho voluto chiedere alla Commissione Cultura se non ritenessero di dover pensare per i prossimi anni di ampliare le risorse economiche destinate al settore, soprattutto per la parte da destinare ai contributi alle attività. La risposta non è arrivata.

Esprimo alcune perplessità:

1 – Ancora il Piano Comunale per la Cultura, nonostante le modifiche, non contiene indicazioni sulle risorse da impegnare.

2 – Tutti gli sforzi dell’assessorato alla Cultura sono stati destinati finora a mettere a disposizione dei bandi per la gestione degli spazi culturali. Ma questa non è una politica culturale. Questo poteva farlo efficacemente l’assessorato al Bilancio e Patrimonio.

2 – I soldi destinati ai contributi per le attività culturali sono scandalosamente ancora pochi, troppo pochi per dare il segno di un cambiamento.

3 – Aver voluto spendere 500mila euro (non ci sono soldi?) per fare una arena concerti a Sant’Elia quando c’era già lo spazio della Fiera, è stato giustificato come “riqualificazione del quartiere”. Non so come si possa pensare che avere una folla di persone che va a vedere Ligabue e poi dopo se ne torna a casa sia riqualificare Sant’Elia. Secondo me destinare quei 500mila euro ai contributi per le attività culturali in città sarebbe stato proficuo e virtuoso molto più che usarli per permettere a qualche migliaio di persone di trascorrere due ore nel luogo e di tornarsene poi a casa senza vivere Sant’Elia se non come parcheggio.

Il vero problema:
Cagliari ha una ricchezza invidiabile fatta di moltissime realtà che nel settore danno vita a iniziative grandi o piccole che rappresentano una ricchezza per tutti i cittadini, prima che per gli operatori. Queste realtà vanno sostenute e finanziate nelle loro attività per sostenere Cagliari, per far crescere la città. Vanno sostenute anche e soprattutto con i contributi per le attività, a cominciare dalle realtà professionali che operano in città e che danno lavoro e attività continua, per continuare con i festival culturali che potrebbero essere un volano importantissimo di promozione della città, un creatore di ricchezza.

Questa ricchezza per la città va sostenuta con coraggio e convinzione e per fare quello occorrono più soldi. Lasciare i grandi concerti alla Fiera e dare un milione di euro per le attività culturali in città sarebbe stata una azione coraggiosa.

Sono sicuro che al novanta per cento delle realtà culturali cittadine non interessa minimamente gestire degli spazi con oneri così impegnativi come quelli previsti, ma interessa sicuramente continuare ad accrescere le loro attività in numero e qualità. Deve essere questo l’interesse, il fine ultimo di una azione di autentica politica culturale. Sostegno allo sviluppo culturale dei cittadini.

Se dobbiamo solo occuparci degli spazi da mettere a bando, tanto vale farlo fare agli altri assessorati. Occupiamoci davvero di cultura che ce n’è bisogno e urgenza.

Gianluca Floris

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