La politica della cultura – Quello che mi ha sempre dato fastidio.

Mi ha sempre dato fastidio l’idea che chi possiede l’idea e il know how per un buon intervento culturale non possa sottoporre il progetto agli amministratori pubblici se non li conosce di persona. Mi ha sempre dato fastidio che per ottenere una approvazione di un progetto ci si debba attovagliare a cena a Piazzetta Savoia con un Presidente o almeno una assessora o bisognasse farsi invitare a cena a casa di un qualche blasonato professore universitario alla quale era prevista la presenza del Presidente Regionale. Mi ha sempre dato fastidio il fatto che degli amministratori pubblici, per esempio degli assessori alla cultura della Regione Autonoma della Sardegna, si permettessero di esprimere dei giudizi di valore sugli artisti e sulle compagnie teatrali o musicali, non avendone le competenze.

Sento il bisogno di una nuova politica di intervento culturale da parte della Pubblica Amministrazione. Sento il bisogno di mettere a disposizione di tutti più spazi e strumenti, con dei criteri che non siano quelli del merito deciso da un assessore, ma che siano più trasparenti e meno personali. Perché potrebbe commettersi l’errore di considerare giusto e di valenza culturale solo i progetti che interessano il nostro Principe o qualche valvassino. Magari solo i progetti di valenza mediatica maggiore, o si potrebbe commettere l’errore di tagliare i pochi denari con i quali operano importanti associazioni di ricerca e di studio presenti nel territorio.

Sento il bisogno di non vedere mai più assemblee di associazioni culturali dove “L’assessore non deve ascoltare quello che volete dire voi. L’assessore è qui solo per fare delle comunicazioni” (cit.)

Sento il bisogno urgente di democrazia e, se è vero che sono di sinistra per formazione e convinzione, provo un particolare fastidio quando gli atteggiamenti sopra descritti li ricordo come tipici dell’ultima giunta di centrosinistra che ha governato la mia regione.

Mi auguro che non capiti più e che una nuova politica amministrativa della cultura sia fatta sempre più di confronto, di dialogo e di accesso per tutti agli strumenti e alle risorse. Senza dover spendere soldi in cene in Piazzetta Savoia.

Gianluca Floris

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