Più soldi pubblici per la cultura

Questo articolo è stato pubblicato oggi 29 agosto 2011 in prima pagina su Sardegna Quotidiano.

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L’ Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari Enrica Puggioni fa notare come “i soldi destinati al settore siano pochi“, purtroppo, ma che, nonostante questo, la nuova Amministrazione Comunale intenda razionalizzare le risorse per dare nuovi impulsi al settore. Da cittadino e da operatore culturale non posso che rallegrarmi di questo importante cambio di registro, ma a mio parere resta ancora da affrontare il vero cuore del problema.
I soldi per la cultura sono pochi ma sono pochi soprattutto in termini di percentuale sul bilancio comunale. Quanto delle disponibilità comunali assegnare al settore cultura è scelta propriamente politica e credo che sia giunto il tempo, nell’approntare i prossimi bilanci, di assegnare una percentuale maggiore delle risorse proprio a questo settore. Assieme all’ambiente naturale del nostro fortunato territorio (parlo della spiaggia e delle zone umide), la cultura rappresenta una delle due sole risorse spendibili per la rinascita economica della città. Solo ambiente e cultura ci potranno permettere di affrontare la nuova economia di crisi, quando dovremo vivere dei soli soldi che sapremo guadagnarci sul mercato nazionale e internazionale.
Anche negli anni di tagli economici per la crisi dal 2008 ad oggi, la sola municipalità di Berlino ha continuato a incrementare la sua spesa per le attività culturali cittadine arrivando a ben 350milioni di euro per l’esercizio dell’anno passato. Anche in Francia, nella perferica regione del Limousin, la città di Limoges ad esempio, paragonabile per grandezza a Cagliari, ha incrementato il budget per la cultura: per i suoi musei, per i suoi teatri e per le iniziative culturali. In Germania così come in Francia invale infatti la convinzione del fatto che la cultura sia volano di sviluppo economico e di investimento attivo e produttivo. Uno studio (fra tanti) di “The European-House-Ambrosetti”  dimostra come «cento euro investiti nella cultura ne generino 249 per economia di indotto» e solo il cielo sa quanto avremo bisogno di investimenti produttivi a Cagliari nel prossimo futuro.
Non è possibile pensare di fare cultura solo con i soldi pubblici” dice l’Assessore Puggioni e io non so se condividere appieno questa affermazione. Di sicuro non si può fare cultura senza soldi pubblici.  Per me l’accesso alla cultura è «presidio democratico fondamentale» e non spetta ai privati garantirlo, ma alle istituzioni. Ma si apra un dibattito sul tema. Ne ravviso sinceramente l’urgenza.

 

Gianluca Floris

 

 

 

 

 

 

 

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