Massimo Zedda Sindaco di Cagliari – Linee programmatiche appena presentate

 

 

 

 

 

 

 

DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE

2011 – 2016

SINDACO DI CAGLIARI  MASSIMO ZEDDA

Signor Presidente, Signore e Signori Consiglieri,

le linee essenziali ed i contenuti salienti del programma di governo della città che, a nome della Giunta che mi onoro di presiedere, sottoporrò alla vostra attenzione, al vostro esame ed alla vostra valutazione, sono il frutto di una intensa attività di confronto, avviata già nel corso delle settimane precedenti il voto e proseguita poi, nei giorni successivi al nostro insediamento; confronto che ha visto partecipi e protagonisti i soggetti fondamentali e le componenti dinamiche della società cagliaritana, dalle rappresentanze dell’imprenditoria locale e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori agli esponenti del mondo della scuola e dell’Università, dai vertici e dagli operatori degli enti e delle istituzioni preposti alla produzione artistica e culturale alle cooperative e alle società giovanili operanti in questo campo e nel campo della offerta di servizi per il tempo libero, dalle massime gerarchie della Chiesa cattolica alle rappresentanze delle organizzazioni e delle associazioni operanti nel campo della assistenza e nel variegato mondo del volontariato. Infine, ma non in ordine di importanza, abbiamo promosso il diretto confronto con gli impiegati, i tecnici, i funzionari ed i dirigenti della cosiddetta macchina comunale, la cui esperienza ed il cui spirito di servizio sono determinanti ai fini del buon governo. Voglio qui rendere onore ad un funzionario, il dottor Sergio Paretta,  andato in pensione giorni or sono, dopo quaranta anni di impeccabile servizio presso il Comune, nel corso dei quali non ha mai fruito né di un giorno di permesso né di un giorno di malattia.

E’ con profonda commozione, invece, che voglio ricordare la Signora Simona Locci, apprezzata, stimata e benvoluta dipendente comunale, che ci ha lasciato troppo presto.

Sono stati mesi di intenso lavoro, speso con passione da parte mia così come da parte dei miei più diretti collaboratori, nella comune consapevolezza di non consumare un rituale ma di adempiere ad uno dei compiti primari dell’amministratore locale: l’ascolto ed il confronto.

L’ascolto delle voci di dentro della città, vive e diverse, l’ascolto delle organizzazioni e delle istituzioni così come dei comitati di quartiere e dei gruppi di cittadini, dell’associazionismo e del volontariato; l’ascolto, insomma, di quante voci, pur diverse per vigore, sensibilità ed intonazione, compongono nel loro insieme quel grande coro che è la città, il vivere insieme, l’operare insieme, il comune sentire. Il Comune.

Non è stato tempo perso, né noi abbiamo perso tempo. Dall’attività di confronto messa in atto nel corso di questi mesi sono venuti numerosi suggerimenti, interessanti proposte, indicazioni utili ai fini del nostro lavoro, e, cosa assai importante specie di questi tempi, è andato rafforzandosi il rapporto tra l’istituzione comunale ed i cittadini, tra il Palazzo Civico e la Città. Perché il Palazzo Civico è la Città.

Nell’ambito del Consiglio Comunale, al di là dei differenti ruoli e compiti assegnati a ciascuna parte dal voto popolare, la maggioranza e l’opposizione hanno questo primario dovere:  non coltivare il proprio ”particulare” ma spendere le proprie intelligenze, le proprie energie, la propria passione politica e civile, la propria combattività nell’individuare le migliori soluzioni possibili e praticabili, nella situazione data, per i problemi della città, e formulare proposte utili per il suo sviluppo, non scadendo nella schermaglia improduttiva, nella polemica imbastita giusto per il gusto della polemica, nello scontro pregiudiziale e preconcetto. Perdere tempo è sempre un male, per l’amministratore della cosa pubblica perder tempo è un delitto. Ciò vale tanto più a fronte dell’incalzare della crisi economica e finanziaria.

All’opposizione noi non chiediamo  – né potremmo chiedere –  né benevolenza né disponibilità ad accomodamenti; ciò ripugnerebbe a noi ancor più che alla opposizione, poiché al buon governo della città non servirebbero né una “opposizione di sua maestà” né atteggiamenti improntati ad arrendevolezza ed a passività.  L’opposizione sia l’opposizione, rigorosa, intransigente, capace di segnalare errori e di proporre valide alternative, non disquisendo di argomenti che attengono alla teologia ed ai simboli della fede, né divagando nel campo della ornitologia con particolare riferimento al fenomeno dell’anatra zoppa. L’opposizione sia degna del suo ruolo. Ne avrò e ne avremo pieno rispetto.

Nella mia e nella nostra cultura le forze di opposizione non sono una iattura, non sono “i barbari alle porte”, non è il nemico da combattere o, peggio ancora, da detestare: semplicemente è l’altra voce della democrazia, non suonando la quale la democrazia si ridurrebbe a vuoto rituale fino a non essere più.

A tutti, dunque, consiglieri di opposizione e di maggioranza, auguro allo stesso modo il compimento di un buon lavoro, di un lavoro mosso dalla passione civile, dalla intelligenza delle cose, forte della volontà e della determinazione di donne e uomini, che, al di là di ogni distinzione politica o di fede religiosa, intendono adempiere con lealtà ed onore al compito cui sono stati chiamati.

 

La grave crisi in atto

Sopra di noi – in una dimensione che è nazionale, europea e globale allo stesso tempo –  incombe una gravissima crisi economica e finanziaria, che non ha precedenti simili nella storia degli ultimi 60 anni, e della quale non è dato intravedere la fine. E’ il crollo del mito del capitalismo trionfante perché senza regole, e il problema che economisti di valore e politologi di tutto il mondo pongono ora con forza è quello del ripristino del primato della politica e delle istituzioni di governo sulla economia e sulla finanza. Mi pare sia quanto chiede in questi giorni, in Italia, la stessa Confindustria.

Ma se le origini della crisi sono lontane nello spazio e, per quanto ci riguarda, nel tempo, le conseguenze, tradotte nelle recenti manovre finanziarie adottate dal governo Berlusconi, scuotono e squassano le fondamenta delle amministrazioni locali con conseguenze pesantissime a danno dei cittadini e delle famiglie. Sugli enti locali, ed in particolare sui Comuni, senza quasi distinzione tra Comuni virtuosi e Comuni spendaccioni, si scarica gran parte del peso dei tagli adottati.

Cagliari, Comune virtuoso, subirà un taglio – calcolato sul biennio 2011/2012 – di circa 10 milioni di euro (9.814.966 euro, per l’esattezza) subendo per di più il divieto di far ricorso agli avanzi di bilancio degli anni precedenti per via del patto di stabilità. In sostanza, al Comune di Cagliari sarà imposto per l’anno prossimo un taglio dei trasferimenti statali del 25%.

Dovremo riuscire nella missione quasi impossibile di soddisfare le esigenze prioritarie di servizi e prestazioni con assai meno risorse rispetto al passato.  Non sarebbe giusto né onesto scaricare i costi della crisi e le conseguenze del taglio delle risorse sui servizi primari e sulle fasce più deboli di cittadini: le famiglie monoreddito o prive di reddito, i giovani senza lavoro, gli anziani, i bambini.

Allo stesso tempo si imporranno il massimo del rigore nella spesa e la maggiore oculatezza negli investimenti: nella attuale situazione, la realizzazione del tunnel sotto la via Roma sarebbe uno spreco prossimo alla follia, né vogliamo aprire cantieri infiniti e pazienza se qualcuno si adombra.

Con la doppia lente del rigore e del buon esempio vanno letti alcuni degli atti compiuti nei primi giorni di esercizio del nostro mandato: la riduzione del numero degli assessori e l’accorpamento delle competenze, la conseguente riduzione della spesa relativa alle indennità ad essi spettanti, lo sfoltimento del parco delle auto di servizio, la rinuncia agli abbonamenti gratuiti. Non si tratta solo di gesti simbolici (ma com’è che i simboli a volte contano e a volte non contano?), ma altrettante manifestazioni di uno stile che vuol essere lo stile di governo, improntato a rigore e sobrietà, opportuni sempre, necessari quando si tratti della cosa pubblica, necessarissimi nel momento in cui ai cittadini si chiedono pesanti sacrifici.

Ma al rigore ed alla sobrietà debbono pure accompagnarsi idee, proposte, programmi e concrete azioni che favoriscano e sostengano la ripresa economica, la crescita e l’occupazione.

 

 

 

 

 

 

Quel che abbiamo trovato

Oggi le “Cagliari” sono frammenti sparsi di singole opere e interventi ai quali manca la ricucitura che sarà nostro compito realizzare a tutti i livelli e su tutto il territorio: periferie, centro storico, città sul mare. Sono assenti una visione e un progetto generale della città, che è stata vista e interpretata a pezzi e per singoli e isolati “interventi”, scelti spesso in base alla presenza di finanziamenti e non inseriti coerentemente all’interno di strategie e obiettivi generali, misurati e misurabili sulle reali esigenze dell’area urbana.

L’ignoranza sulla città presente ha determinato l’incapacità di saperne immaginare lo sviluppo futuro.

Qualche esempio? Non esistono il piano di utilizzo dei litorali, il piano particolareggiato del centro storico, il piano del colore, il piano strategico di area vasta (nonostante oltre 1.100.000 euro speso per la redazione di due piani strategici). Non abbiamo un Puc adeguato al Ppr, con le inevitabili ricadute sul territorio. Valga per tutti l’esempio di Sant’Elia, dove, persa l’occasione del grande progetto di riqualificazione di tutta l’area restano solo gli interventi sulle palazzine del borgo vecchio, una porzione della passeggiata e il progetto del porticciolo per la piccola pesca, finanziato solo in parte: si corre il rischio di aprire cantieri infiniti con risultati parziali, progettualmente inadeguati. Il progetto del lungomare di Sant’Elia non si poteva forse immaginare in modo più semplice e meno costoso? E perché è stato pensato senza tenere conto di quanto si andava progettando sul lungomare del Poetto? Quindi allo stato attuale l’amministrazione procede per suo conto, AREA altrettanto, senza connessioni.

Tra le tante Cagliari, la più trascurata e umiliata è quella delle periferie: il grande patrimonio immobiliare comunale di edilizia popolare è stato abbandonato a se stesso,  privo di interesse e oggetto negli anni di interventi che hanno seguito la logica dell’emergenza non regolamentata e, sotto certi aspetti, discrezionale con fondi sempre più esigui e quartieri degradati strutturalmente e culturalmente: palazzine, spazi comuni, strade, marciapiedi e piazze trascurati, con pochi o nulli presidi sociali. Nessun intervento programmato, con la conseguente ghettizzazione di intere categorie sociali sempre più marginalizzate e bisognose di attenzione. L’esempio, attuale per la cronaca ma non unico, è quello del quartiere di San Michele.

Grandi e complesse opere hanno avuto un’attenzione quasi esclusiva a discapito di una visione d’insieme.

Lo stesso si può dire per quanto riguarda la cultura: mancava del tutto un progetto  calibrato sul territorio, diversificato e interdisciplinare. Uno scenario mortificante che ha privato Cagliari non solo della possibilità di creare una rete nel tessuto urbano capace di riqualificare l’intera città, ma anche del ruolo, più volte sbandierato, di porta aperta su tutto il territorio regionale. E che dire dei problemi trovati nel mondo della scuola, ma anche nei nostri uffici, a causa di un utilizzo miope del patrimonio comunale?  Problemi cronici legati a strutture chiuse o inadeguate  che hanno obbligato l’amministrazione a pagare lauti affitti e a lasciare alcune zone cittadine scoperte in termini di servizi di base.

Potremmo fermarci qui ma non possiamo non parlare della totale assenza di una programmazione a breve, medio e lungo termine per le manifestazioni turistiche, sportive e ricreative. Quasi come se attività di questo tipo debbano essere avulse dalla vita della città, momenti episodici ed estemporanei e non un patrimonio per cagliaritani e turisti. A titolo di esempio: la nostra festa grande, le celebrazioni in onore di Sant’Efisio, che sono concentrate in quattro giorni dell’anno. Salvo poi dimenticare la chiesa del Santo chiusa dal 5 maggio al 30 aprile successivo.

Abbiamo trovato un Comune impermeabile, insensibile e incapace di promuovere un sistema di relazioni: a connotare l’intera struttura, non solo nei suoi rapporti esterni ma anche nel suo funzionamento interno, a tutti i livelli, è la totale autoreferenzialità. Non soltanto i diversi servizi lavorano isolati l’uno dall’altro, anche a discapito di progetti evidentemente trasversali, ma la stessa dislocazione fisica degli uffici non permette la comunicazione sullo stato di avanzamento dei lavori: è questo il risultato di una classe politica miope, che così facendo ha mortificato anche le competenze interne dell’amministrazione.

Sistematicamente, a esempio, la progettazione quasi sempre interna viene fatta da uffici a cui non viene richiesto di dialogare con chi deve rilevare il fabbisogno né con chi poi dovrà gestire gli impianti.

Sempre sistematicamente è stata trascurata qualsiasi modalità di comunicazione interna e di concertazione tra gli uffici.

Diretta conseguenza è la mancanza di collaborazioni interistituzionali. Un esempio eclatante: il piano del commercio su aree pubbliche, mancante non solo dei pareri degli uffici, ma anche della doverosa concertazione con le associazioni del mondo del commercio, dell’impresa e dell’artigianato. O, ancora, il parcheggio interrato di via Roma: opera progettata senza la minima interazione con tutti gli altri soggetti interessati.

L’impianto regolamentare è carente, obsoleto, scarsamente trasparente e privo di individuazione di responsabilità, strumenti di controllo, procedimenti amministrativi condivisi e criteri per l’attribuzione di benefici di qualunque genere.

Un caso esemplificativo è la gestione del suolo pubblico e delle concessioni su cui intervengono diversi regolamenti, linee guida e accordi tra dirigenti che, poiché contraddittori tra loro, aprono lo spazio a delle paralizzanti divergenze interpretative: a danno, in primo luogo dei cittadini e delle imprese.

Un altro ambito che dimostra la situazione sopra descritta è rappresentato dall’assenza di un regolamento che stabilisca a monte la previsione e la distribuzione dei finanziamenti alle realtà cittadine che svolgono attività culturali e di spettacolo. Criticità che, unita alla totale assenza di progettualità, annichilisce e svuota  le attività del settore.

Tale impermeabilità nei rapporti, unita al quasi esclusivo ricorso alla progettazione interna, ha prodotto negli anni, in concomitanza peraltro con i rilevanti finanziamenti ottenuti dall’Unione  Europea, interventi di scarsa qualità, sia sotto l’aspetto progettuale che tecnico: occorrerà tra l’altro valutare con approfondimenti di merito se l’intensa attività di progettazione non sia responsabile almeno in parte di una certa lentezza riscontrata in alcune procedure, determinando una massa importante di residui non tutti ascrivibili ai vincoli sulla spesa determinati dal rispetto del patto di stabilità.

Dal primo giugno a oggi l’immagine calzante è quella del coniglio dal cilindro. Dal nostro, di cilindro, vengono fuori contenziosi e debiti, opere irrealizzabili, progetti fermi da anni, mancate rendicontazioni di fondi regionali per le quali è scaturito il definanziamento di importanti opere, situazioni che costituiscono l’inquietante anticamera del danno erariale, spese fuori controllo impropriamente destinate a fini e obiettivi diversi da quelli dovuti, una città dell’impresa che è un museo all’impresa che fu e non sede dell’impresa che sarà.

Come i conigli dei vecchi maghi, alcuni – i fondi regionali ed europei per la città – spariscono, altri si moltiplicano ogni giorno e spesso più volte al giorno: ammontano a quasi 10 milioni di euro i debiti fuori bilancio che abbiamo riscontrato solo dal momento del nostro insediamento.

Questo è parte di quello che abbiamo trovato. Da dove viene questa eredità? Dall’incapacità di scegliere e di individuare le priorità per una visione complessiva della città, dalla non volontà di assumere un impegno etico per Cagliari. O meglio: dalla volontà di scegliere solo per una parte della città. Segno tangibile e visibile di questo colpevole immobilismo è quello che abbiamo ereditato, che voi tutti avete di fronte agli occhi, e che abbiamo iniziato ad affrontare in questi primi cento giorni.

Noi siamo partiti in modo diverso. Nel ripristino di un quadro certo di regole contro il lassismo precedente abbiamo preso decisioni sofferte – come la chiusura dell’Anfiteatro o l’intervento sul Poetto – ma sempre nell’interesse della comunità. Allo stesso tempo stiamo cercando di sbloccare situazioni ferme da anni: la vicenda del colle di Tuvixeddu, che vogliamo restituire ai Cagliaritani come parco urbano e archeologico, il Parco di Molentargius, Santa Gilla, straordinarie risorse non solo naturalistiche, ma anche produttive e capaci di generare occupazione attraverso il riavvio del ciclo del sale.

Noi guardiamo a tutte le Cagliari che ci sono. E scegliamo, in primo luogo, di prendere decisioni che vadano in questa direzione.

 

Le risorse disponibili

 

Per realizzare obiettivi ambiziosi occorre disporre di risorse adeguate. Spiace invece constatare che ormai da anni in Italia gli enti locali scontano un divario sempre maggiore tra le risorse effettivamente disponibili e i bisogni della cittadinanza. E’ questa la sede per sottolineare ancora una volta – lo ha già fatto in maniera largamente unitaria l’ANCI nazionale nei giorni scorsi – che quella dei tagli lineari e dei blocchi indiscriminati alla capacità della spesa non è – e non può essere – la strada giusta, a causa degli effetti recessivi che determina.

La manovra approvata nelle scorse settimane dalla maggioranza di governo comporta per Cagliari un contributo complessivo di 31.667.592 euro, con minori entrate stimate in quasi 10 milioni di euro e con un ulteriore innalzamento dell’obiettivo legato al rispetto del Patto di stabilità che dai 13.882.000 euro previsti per il 2011 arriva a oltre 21 milioni di euro per il 2012.

La quadrata durezza delle cifre sopra riportate determina, e soprattutto determinerà a partire dal 2012, conseguenze amare. E’ infatti prevedibile, a parere dell’Istat, una riduzione della spesa per investimenti pari almeno al 18 per cento dal 2012, con un effetto fortemente recessivo sulla nostra economia. L’ANCI nazionale ha inoltre stimato una contrazione dei servizi alle persone stimabile in un 10 per cento. A livello locale i primi calcoli in corso di elaborazione per il Comune di Cagliari ci fanno intravvedere una contrazione delle spese correnti stimabile addirittura intorno al 16 per cento.

In questo difficile contesto è anzitutto intendimento di questa Amministrazione procedere senza indugio ad una rigorosa verifica della spesa corrente, struttura per struttura, al fine di determinarne l’effettiva qualità e il connesso grado di efficienza. Parimenti si avvierà con immediatezza una azione volta all’eliminazione delle molteplici spese superflue. Contestualmente, è intenzione di questa amministrazione limitare grandemente il ricorso alle consulenze esterne ottimizzando il ruolo e la professionalità dei dipendenti comunali.

La cosiddetta “Manovra di Ferragosto” impone una particolare attenzione alle società a vario titolo partecipate dal Comune. Per ciascuna di esse dovrà valutarsi la sussistenza o meno della ragion d’essere che a suo tempo ne determinò la partecipazione dell’Amministrazione, per verificare meglio – conti alla mano –  se sia da considerarsi tuttora attuale oppure se si ritiene che sia venuta meno o possa essere sostituita da una nuova. Non si tratta di una questione fra le altre. I controlli della Corte dei Conti recentemente condotti su talune società partecipate operanti nelle Provincie di Oristano, Nuoro e Sassari hanno portato a conclusioni critiche al riguardo.

In altre parole, questa Giunta ha in animo di intraprendere ex novo un’azione ad ampio spettro su tutti gli assetti societari, finanziari e patrimoniali, concepiti necessariamente nell’ottica del bilancio consolidato, obbligatorio a partire dal prossimo anno. Non trascureremo una rigorosa verifica sulle modalità di utilizzo del patrimonio comunale, sulla sua effettiva consistenza e sulla sua potenziale redditività.

Questa Amministrazione intende adottare in tempi ragionevolmente brevi strumenti regolamentari e accorgimenti organizzativi tali da rendere più efficace la lotta all’evasione alle tasse comunali, nonché avviare un costruttivo tavolo di confronto con le Associazioni di Categoria sulla possibilità di inserire un contributo legato al soggiorno in città dei turisti così come sperimentato, con esiti positivi, in tante altre città a vocazione turistica.

Saranno  inoltre attivate forme di parternariato pubblico-privato per acquisire risorse finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche (project financing, found raising, Jessica, etc).

Con riferimento alle Politiche Comunitarie, l’Amministrazione uscente non appare avere saputo sfruttare in maniera convincente le molteplici potenzialità che pur le erano state offerte. Ci sono state qua e là singole iniziative, tutte caratterizzate da una sostanziale estemporaneità, non sorrette da un ragionamento forte e, pertanto, incapaci di produrre risultati concreti ( si pensi al fallimento della misura sul Microcredito)  e di incidere sull’identità della città, sul suo modo di porsi e di farsi conoscere in Europa ed anche fuori da essa. L’Amministrazione entrante, invece, ha in animo di svolgere un ruolo da protagonista nel proporre la propria candidatura, da sola o in partenariato con altri soggetti, per una serie di progetti immediatamente finanziabili.

Non da ultimo ci sono le ampie possibilità offerte dal Programma ENPI 2007 -2013. Parliamo di quello strumento europeo volto alla creazione di una rete di relazioni tra l’Unione Europea e i paesi limitrofi   che, pur senza prospettive di adesione, ha avviato una politica di vicinato. Molteplici azioni possono essere intraprese: dalla cooperazione nel settore dell’energia, delle telecomunicazioni e dei trasporti, soprattutto per quanto riguarda le interconnessioni e le reti, allo sviluppo regionale e locale delle zone rurali e urbane.

Cagliari efficiente e trasparente

 

Una macchina comunale efficiente è lo strumento indispensabile per sostenere le sfide che aspettano questa Amministrazione nel prossimo quinquennio. E della macchina comunale l’asse portante è rappresentato dal personale dipendente: da subito il nostro primo impegno è stato quello di valorizzare, motivare, qualificare le professionalità interne affinché possano riappropriarsi dell’orgoglio di essere un dipendente pubblico.

Per ottenere questo importante risultato è indispensabile promuovere una relazione di ascolto: gli incontri tra amministratori e dipendenti non possono essere fatti episodici, magari di saluto o di commiato, ma devono costituire una vera e propria modalità di lavoro, costante e periodica, con la quale, oltre al riconoscimento del valore del personale del Comune, sia possibile rafforzare il senso di appartenenza all’Amministrazione e stringere un patto di piena condivisione degli obiettivi, primo fra tutti quello di offrire ai cittadini servizi efficienti ed efficaci.

Il processo di sviluppo e valorizzazione del personale passa anche attraverso le seguenti azioni:

porre in essere un’adeguata e continua formazione che tenga conto dei reali bisogni;

garantire ogni possibile sforzo per la stabilizzazione dei lavoratori precari di questa Amministrazione;

evitare il ricorso sistematico alle forme flessibili di occupazione temporanea, in via diretta o per il tramite di agenzie, facendo ricorso, per l’assunzione del personale, a procedure concorsuali pubbliche e a graduatorie pubbliche ancora valide;

ripristinare un quadro di corrette relazioni sindacali;

favorire l’interazione con il personale dei cantieri comunali; cantieri che debbono perseguire non solo una generica promozione dell’occupazione ma anche, e soprattutto, il raggiungimento di obiettivi individuati come strategici per l’Ente.

Sappiamo bene che per far funzionare al meglio la macchina comunale non basta il solo processo di valorizzazione del personale: a questo dovrà essere affiancata una complessiva revisione delle procedure di lavoro che, partendo da una forte accelerazione dei processi di informatizzazione dell’intera struttura, possa pervenire a dei livelli ottimali di “integrazione organizzativa”. In una realtà come quella del Comune di Cagliari, che opera in un contesto ad elevata complessità, risulta urgente e indispensabile incrementare le sinergie e la contaminazione tra i diversi attori dell’organizzazione. L’autoreferenzialità – una sconcertante impermeabilità tra servizi – che abbiamo trovato come costante nel modus operandi della struttura comunale a tutti i livelli, può essere superata da un processo di integrazione organizzativa tra ruoli, funzioni, servizi e persone, e rappresenta il presupposto e la garanzia per un continuo miglioramento dei risultati attesi.

In questa logica va la scelta di “costruire” il Comune come una struttura di servizio ai cittadini, alle imprese, alle comunità e al territorio: una struttura integrata in un sistema complesso ma unitario. In un’unica “struttura di attenzione al cittadino” si dovrebbe essere in grado di rispondere o fornire orientamenti all’utente a prescindere dalla tipologia di richiesta che viene rivolta. Il modello si ispira  a una Pubblica Amministrazione che utilizza le tecnologie dell’informazione e della comunicazione in modo diffuso per semplificare e velocizzare le procedure; che si dota di un nuovo impianto regolamentare capace di garantire non solo una corretta gestione interna delle procedure, ma anche e soprattutto una  coerente e tempestiva risposta all’esterno.

La sfida è dunque quella di concentrare – anche fisicamente, in un luogo percepito dalla città come unico, certo ed efficiente punto di riferimento – i servizi di attenzione al cittadino quali URP, SUAP, Attività produttive, Edilizia privata.

Altri elementi qualificanti del progetto sono una cartellonistica per facilitare l’orientamento, un help desk con informazioni preliminari e modulistica, postazioni internet a disposizione dell’utenza per la ricerca sul web e per l’eventuale espletamento on line delle pratiche. Insomma, più file in rete e meno file agli sportelli. Diretta conseguenza di questa politica sarà un complessivo ripensamento del sito del Comune, ad oggi non adeguatamente intuitivo se pensato come strumento generalizzato di comunicazione trasparente e interazione tra amministrazione e cittadini.

Il miglioramento dell’efficacia delle azioni di coordinamento – con costituzione di uffici o strutture interassessoriali dedicate a seguire tutta la filiera degli interventi,  l’ attivazione di rapporti costanti con i comitati cittadini e con i rappresentanti di categoria potrà essere di grande aiuto nel  risolvere i problemi della cittadinanza. Affinché il sistema dei servizi di sportello e di informazione possa raggiungere questi obiettivi, si dovrà dar corso anche a  una corretta, costante, semplice e tempestiva comunicazione delle attività che impattano sulla vita quotidiana (cantieri, lavori in corso, traffico) con messaggi che, nei toni e nel contenuto, sappiano trasmettere il senso dell’utilità dell’azione della Pubblica Amministrazione e l’interesse comune per una migliore qualità della vita di questa città .

Cagliari da abitare e da vivere

 

La città ha vissuto nel recente passato uno sviluppo edilizio urbano di bassa qualità: disorganico  e incoerente in alcune parti, praticamente bloccato in altre. In ogni caso il più delle volte lontano dal perseguimento di un’accettabile qualità architettonica. Questo è anche il frutto dell’accumularsi di questioni lasciate irrisolte da tempo. Sono infatti sostanzialmente da avviare o da portare a definizione i principali atti di pianificazione e,  per poter dare legittime risposte a chi aspetta da tempo di conoscere il quadro regolamentare entro il quale sia consentita una corretta edificazione, si dovrà procedere con la massima tempestività ad adeguare il PUC agli altri strumenti di pianificazione sovracomunale (PPR, Piano del Porto etc), a completare l’iter relativo al Piano Particolareggiato del Centro storico, a contribuire alla definizione del piano per il Parco di Molentargius, a definire ed approvare il Piano di utilizzo dei litorali, a elaborare il Piano del colore. E’ urgente anche riavviare il processo di elaborazione del Piano strategico di Area Vasta e riaprire la riflessione su una più adeguata definizione del Piano strategico Comunale che oggi contiene un insieme di suggestioni e idee progettuali, ma è carente sul piano di una più rigorosa gerarchizzazione delle scelte. E’ necessario dunque arrivare a un documento che indichi in modo preciso gli obiettivi strategici prioritari e le azioni da perseguire con maggiore urgenza.

Va riaffermata, ancora, nel lavoro di pianificazione urbanistica, la scelta di lavorare prioritariamente sulla riqualificazione dell’esistente, sospendendo, in via generale, ipotesi di realizzazione di nuove teste di ponte sul territorio. La scelta strategica è quindi il perseguire, anche attraverso  l’interlocuzione con il sistema delle imprese, il recupero delle zone più degradate della città e l’avvio di processi di riqualificazione del territorio.

Un’occasione importante è data ad esempio da un possibile nuovo destino urbanistico da offrire all’intera spina di Sant’Avendrace, tanto per le ipotesi già ora individuabili di inserimento del Campus universitario a un capo e di realizzazione di housing sociale all’altro, quanto per le opportunità che possono scaturire dal riposizionamento del Parco ferroviario e dalle trasformazioni di aree industriali o commerciali oggi dismesse.

Un grande aiuto nel disegnare il futuro della città, soprattutto con riferimento alla qualità degli interventi edilizi, potrà arrivare dalla istituzione di una nuova Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio che – in sostituzione della Commissione Edilizia che si limitava a una sterile duplicazione dei controlli tecnico-normativi sui progetti – sappia formulare indirizzi ed effettuare verifiche sulla qualità degli interventi, aggiungendo valore al processo decisionale. Un’articolazione di tale Commissione dovrà dedicarsi specificamente al “Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche”.

Lo spopolamento della Città (nel periodo 2002-2010 la popolazione cagliaritana si è ridotta di oltre il 4%) che in questi anni ha determinato la fuga verso i Comuni dell’hinterland  merita un’attenta riflessione sulle cause che l’hanno reso possibile e sulle conseguenze fortemente negative che il fenomeno produce per Cagliari. In questo quadro la scarsità di alloggi disponibili a prezzi accessibili, sia per l’acquisto che per la locazione, specie per i più giovani, rappresenta certamente uno fra i fattori di maggior rilievo. L’intera Amministrazione Comunale sarà quindi impegnata ad individuare e adottare misure efficaci che pongano un freno alla migrazione dal capoluogo.

In particolare saranno reperite aree sulle quali realizzare nuovi edifici di Edilizia residenziale Pubblica da destinare sia alle famiglie in attesa di ricevere un alloggio che a quelle che già dispongono di una casa di proprietà comunale oramai inadeguata agli standard minimi di abitabilità. Non si può, infatti, tacere sul fatto che vi sono edifici che più che manutenuti andrebbero ricostruiti con moderni criteri edilizi, abbattendo così anche i costi delle stesse manutenzioni.

Appare quindi non più rinviabile l’avvio di un programma generale di riqualificazione del patrimonio ERP, sostituendo alla logica dell’intervento contingente la logica della programmazione: è necessario un intervento di completo rifacimento delle strutture abitative, assieme al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie basilari, con l’impiego delle risorse disponibili e non utilizzate. Sempre sul versante dell’Edilizia Residenziale Pubblica un’attenzione specifica sarà posta nel contrasto alle occupazioni abusive e nel recupero delle morosità ancora presenti. Sul versante dell’Edilizia Agevolata, invece, sarà avviato un tavolo di confronto con i sindacati degli inquilini e dei proprietari per verificare se sussistono le condizioni favorevoli ad una riduzione dei canoni di locazione.

Al recupero ed alla valorizzazione degli immobili e delle aree comunali di maggior pregio sarà prestata una specifica attenzione anche mediante la costituzione di uno specifico Ufficio con l’obiettivo specifico di elaborare progetti di recupero degli immobili che l’Amministrazione intende utilizzare per le finalità proprie o per la successiva immissione nel mercato delle locazioni o delle vendite, fino all’inserimento del progetto nel piano triennale delle opere pubbliche. In modo particolare ci si riferisce, in questa ottica, agli immobili noti come Palazzo Caide, “Castello Sorcesco”, Palazzo Accardo, Villa Giua: gioielli architettonici di proprietà comunale, oggi in stato di abbandono e fatiscenza ma che nel prossimo quinquennio potranno essere recuperati e destinati al pubblico utilizzo.

È però indispensabile accompagnare l’annuale attività di manutenzione straordinaria, sempre necessaria, ad un piano generale pluriennale di riqualificazione delle periferie, con la programmazione di interventi organici e pianificati (di risanamento e/o abbattimento e ricostruzione, cura degli spazi comuni, creazione di piazze e giardini e strutture di incontro), anche attraverso lo strumento dell’housing sociale. È del tutto chiaro che operazioni di questa portata devono essere attivate contestualmente ad accordi con enti e istituzioni che facciano la loro parte in un’ottica unitaria e organica (tra gli esempi si citano il master plan di Area per Sant’Elia, l’Autorità portuale, la Regione), uscendo una volta per tutte dall’isolamento e dalla visione di autosufficienza espressa fino ad ora dalla Amministrazione. Grande attenzione dovrà essere prestata in questa direzione all’ascolto delle comunità e alla costituzione di presidi sociali attualmente assenti o insufficienti.

Particolare attenzione sarà dedicata alle modalità di esecuzione degli interventi di manutenzione e rifacimento di strade, marciapiedi e piazze, attraverso un piano per il decoro urbano che agisca sulla comunità intesa in senso complessivo, e non più con interventi singoli ed episodici che di volta in volta si concentrano sulle emergenze in una zona lasciando scoperte le altre.

Si darà corso  all’elaborazione di soluzioni tecniche e progettuali capaci di favorire il corretto e redditizio utilizzo delle aree demaniali, specie quella del Poetto dove, fin da subito, potrà essere sviluppata un’azione sinergica tra i servizi interessati finalizzata alla realizzazione di percorsi sportivi attrezzati che assicurino la fruibilità della spiaggia a tutti gli appassionati e alle associazioni.

L’efficienza delle strutture burocratiche comunali passa anche per la razionalità e razionalizzazione dei propri uffici, sia in termini di funzionalità e accoglienza che in termini di ubicazione e di facilità di raggiungimento delle stesse. I prossimi cinque anni saranno caratterizzati dall’eliminazione di tutte le locazioni passive, dal trasferimento e dalla concentrazione di tutti gli Uffici comunali all’interno di stabili di proprietà del Comune. Fin dai prossimi dodici mesi la spesa per le locazioni, oggi ben superiore al milione di euro, sarà ridotta di quasi il 50 per cento, per essere azzerata nei successivi 12 mesi.

La città sostenibile

Cagliari è in netto ritardo rispetto agli obiettivi fissati dall’UE e dalla Regione sulla raccolta differenziata. Anche in questo caso è necessario una netta inversione di tendenza. Nell’ambito, dunque, dell’igiene del suolo è in corso di avviamento la procedura per la trasformazione del servizio di raccolta dei rifiuti dall’attuale sistema al “porta a porta” da sperimentare in alcuni quartieri. E’ in fase avanzata di elaborazione una bozza di disciplinare di gara ed è stato valutato un termine variabile tra ottobre e dicembre 2011 entro il quale dovrà essere avviata tale procedura per poter giungere alla scadenza naturale del contratto in corso, senza dover ricorrere ad una sua proroga. La durata del nuovo appalto dovrebbe essere di 5 o 7 anni. A regime la parte preponderante del servizio di raccolta sarà domiciliare,  per singola utenza o per utenza condominiale. Questa impostazione progettuale, che prevede una rete di ecocentri comunali e di ecocentri temporanei, potrà determinare un importante abbattimento dei quantitativi di rifiuto secco residuo a favore di un immediato incremento delle quantità di raccolta di frazioni di rifiuto differenziate destinate al recupero, con evidenti conseguenze positive sui costi della raccolta e sul riciclo come materie prime. L’obiettivo è quello di raggiungere i livelli di differenziata imposti dalla Regione su parametri pari al 65 per cento di raccolta differenziata, di cui almeno il 15 per cento di umido.

Per quanto concerne la rete del gas, una volta che il Tribunale di Cagliari si pronuncerà sulla richiesta di indennizzo da parte della Società che la gestisce, si procederà a definire la nuova gara d’appalto di concessione del servizio che potrà avere una durata non superiore a 12 anni. L’attuale gestione provvisoria scadrà a novembre 2011, con eventuale proroga sino a febbraio 2012. Occorre, nelle more della decisione del Tribunale, prorogare l’attuale convenzione per un anno, alle stesse condizioni vigenti, per poter disporre dei tempi tecnici necessari per la definizione delle procedure della nuova gara; essa dovrà prevedere costi di allaccio decisamente inferiori agli attuali e aggi più favorevoli per il Comune.

Per la rete di illuminazione pubblica gli interventi da attivare, di media urgenza, sono la dotazione degli impianti di telecontrollo, la definizione  della gara pubblica per  l’adeguamento (finanziato in parte dalla Regione) alle nuove normative sul risparmio energetico, l’ultimazione del Piano della luce, la predisposizione del Progetto di manutenzione e la predisposizione dei progetti preliminari di fattibilità per partecipare ai bandi della Regione sulla riqualificazione degli impianti alle nuove normative.

Quanto poi al risparmio energetico il Comune  aderirà ai  progetti avviati dalla Regione Sardegna denominati “Smart City – Comuni in classe A” nell’ambito del più ampio programma denominato “Sardegna CO2.0” , “Produzione di energia da fonti rinnovabili” e “Sostegno dell’adozione dei principi di risparmio ed efficienza energetica”. La finalità è quella di attivare la produzione di energia elettrica e termica con impianti fotovoltaici, a biomassa, eolici, idroelettrici, geotermici; interventi di risparmio energetico nel settore pubblico, attraverso la sostituzione con lampade a basso consumo delle vecchie forme di illuminazione, l’utilizzo di pompe di calore ad alta efficienza, la sostituzione delle caldaie termiche con caldaie a maggiore efficienza energetica, la sostituzione degli impianti di riscaldamento a gasolio con impianti a pompe di calore ad alta efficienza, doppi vetri, etc. A questi dovranno affiancarsi interventi di mobilità sostenibile pubblica, come l’estensione delle aree pedonalizzate, l’implementazione delle corsie preferenziali per i mezzi pubblici, il rimboschimento dei colli attraverso la festa degli alberi da organizzare in collaborazione con le scuole, l’orario continuato negli uffici comunali con chiusura contestuale e spegnimento automatico di luce e termo condizionamento.

Per quanto riguarda la rete idrica ed il bacino idrografico, appare prioritaria  la salvaguardia del territorio della Municipalità di Pirri. Il Comune è impegnato nella realizzazione di 5 vasche di accumulo delle acque meteoriche. Le vasche di Pirri non risolvono da sole il problema dei rischi di alluvioni.  Occorre infatti intervenire anche sulla rete fognaria non completata a Baracca Manna, sulla rete pluviale esistente di Pirri e sul canale di Terramaini. Quest’ultimo, che raccoglie le acque di pioggia dell’hinterland e di Pirri durante i forti rovesci, all’inizio, al centro e alla fine del suo percorso, presenta alcune criticità, tra le quali dei punti ove il fondale è basso, con conseguente riduzione della sezione idraulica, quindi delle portate, ed ha bisogno di lavori di manutenzione e di dragaggio. Per tali lavori sono disponibili 2.700.000 euro di finanziamento del Ministero dell’Economia (Dec. 07/03/2006). L’Amministrazione provvederà a breve con le relative progettazioni. Si sta lavorando su questo in stretto contatto con la Municipalità di Pirri che ha costituito un Comitato permanente di vigilanza. Nei giorni scorsi, con il consenso della Municipalità, è stata inoltre approvata la “Procedura operativa di protezione civile relativa al bacino idrografico di Pirri in caso di allerta meteo-idrogeologica” e presto seguiranno delle esercitazioni per mettere a punto la procedura e verificarne l’operatività. Alcune centraline per il rilevamento della qualità dell’aria sono configurate anche come pluviometri e sono in grado di lanciare l’allarme in caso di forti e persistenti piogge con un sistema via sms collegato con gli addetti alla protezione civile comunale. E’ stato poi studiato un sistema di monitoraggio completo dell’intero corpo idrico del canale di Terramaini, con rilevatori di portata e di livello in quattro differenti punti, nonché trasmissione e registrazione dei dati in remoto, ad un apposito sistema che la Protezione Civile ha ritenuto di assoluta priorità per poter documentare il comportamento del canale in occasione delle piogge e, in futuro, poter prevenire i fenomeni di allagamento delle zone a monte, dovuti, a quanto rilevabile dalle testimonianze disponibili, anche ad un anomalo comportamento del canale che riceve, come noto, anche le acque provenienti dal Rio Is Cungiaus, dal Riu Mortu e dal Bella Rosa Minore.

Certamente le risorse oggi esistenti non sono sufficienti per tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza Pirri. Secondo uno studio a suo tempo effettuato dall’Università di Cagliari sarebbero necessari 29 milioni di euro oltre al finanziamento ministeriale di 2,7 milioni di euro riguardante il canale di Terramaini, per complessivi 31,7 milioni di euro. Oggi possiamo contare sui 5 milioni stanziati dalla Regione, sui 3 milioni per i primi due interventi sulle vasche e sui 2,7 milioni euro per il canale di Terramaini, per un totale di 10,7 milioni di euro.

Per la sistemazione idraulica del Rio Fangario, altro punto critico della Città, il Comune dispone di un finanziamento concesso dalla Regione, che gli ha delegato l’esecuzione delle opere, per un importo di  892.000 euro, a valere su fondi finanziati dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito del “Programma di messa in sicurezza del territorio nazionale dal dissesto idrogeologico”. L’utilizzo del finanziamento è vincolato al rispetto delle direttive Ministeriali sull’attuazione del predetto Programma. Si sta provvedendo alla predisposizione del progetto e della gara per un primo intervento sulla parte finale del Rio Fangario. I lavori per il recupero delle acque reflue di Is Arenas  saranno invece attivati non appena la Regione trasferirà i finanziamenti previsti con alta priorità nel protocollo d’intesa Regione–Comune del 13 maggio 2011. Mentre gli interventi di messa in sicurezza della zona di Via Peschiera trovano copertura, seppure in parte, nella delibera della Giunta regionale del 1° settembre 2011, che ha disposto un finanziamento di 2 milioni di euro.

 

Ma la sostenibilità di una città non si misura solo per questa imprescindibile serie di interventi strutturali. Una città che voglia dirsi effettivamente sostenibile non può non guardare all’ambiente e alla sua valorizzazione e tutela. L’elaborazione del PUC sarà affiancata dal Piano per il verde urbano. Siamo consapevoli che una pianificazione e uno sviluppo in tal senso non siano più rimandabili se si vuole contribuire al miglioramento della qualità della vita e al rilancio del volto estetico-architettonico della città. Da un lato è nostra intenzione valorizzare gli spazi storici o di alto interesse: in questa direzione l’Amministrazione si pone come obiettivi la riapertura al pubblico dell’Orto dei Cappuccini, previo consolidamento del costone roccioso, e la riscoperta e riorganizzazione del canyon presso Tuvixeddu; dall’altro riscoprire, soprattutto nelle aree degradate, gli Orti urbani sviluppando il filone anglosassone dell’agricoltura self-made ma anche l’idea della città-giardino. Una città dove il verde non sia semplicemente decorativo, ma elemento di cultura nel senso più alto del termine, cioè punto di sintesi tra innovazione e tradizione. A questo punta la nostra politica a lungo termine: progettare l’arredo urbano integrando gli elementi architettonici al  verde.

Ma a noi stanno a cuore anche i bisogni immediati dei cittadini che, in un tessuto urbano spesso convulso, hanno pochi spazi ricreativi e di sfogo. Per questo potenzieremo nel modo più diffuso possibile gli spazi verdi di quartiere con un’attenzione particolare alle aree marginalizzate, sempre attraverso procedure di dialogo con la collettività. E’ lo stesso ragionamento che ci guida nella pianificazione del verde scolastico troppo a lungo trascurato. Non solo i cortili delle scuole contribuiscono a rendere gli istituti vivibili ma, nella carenza cronica di spazi, possono diventare sede di attività didattiche fondamentali, perché siamo convinti che l’estetica possa farsi etica, quindi atteggiamento di rispetto, responsabilità e salvaguardia collettiva nei confronti di una città “bella”. Nello specifico, per quanto riguarda il verde scolastico, l’obiettivo principale è la realizzazione di un doppio turno di manutenzione, la dotazione di compostiere, l’attivazione di collaborazioni e di sostegno per progetti di educazione ambientale quali “gli orti dei nonni e dei bambini” e l’integrazione con le iniziative in campo di verde approntate dalla Provincia.

Si realizzerà una conferenza cittadina sul verde pubblico. E’ necessario portare la cittadinanza a piena conoscenza di tutta una serie di problemi legati allo stato di salute o alle specifiche caratteristiche delle specie arboree presenti in città. Gli alberi del Largo Carlo Felice presentano problemi di vecchiaia e di salute; i pini di viale Diaz hanno problemi di statica; i caratteristici Ficus Retusa in viale Trieste, viale Merello e altre zone della città, hanno palesato difficoltà di gestione sin dal loro primo impianto con conseguenti enormi criticità. Sarebbe scarsamente produttivo discutere di questi problemi sulla base di singole emergenze. E’ invece utile affrontare per tempo attraverso il confronto e il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni più sensibili ai temi del verde pubblico, la complessità di queste tematiche nel loro insieme con l’obiettivo di porre in essere azioni che risolvano le criticità attraverso una politica partecipata e condivisa.

Appare necessario realizzare in tempi brevi apposite aree verdi riservate ai cani al fine di garantire  ai proprietari luoghi attrezzati con cartellonistica, cestini portarifiuti, panchine, distributori di palette e sacchetti, per i quali si può ipotizzare una gestione affidata a comitati composti dagli stessi proprietari di cani che dovranno farsi garanti del mantenimento della pulizia e del decoro urbano dei luoghi.

La rete di rilevamento della qualità dell’aria del Comune, così come già illustrato in Consiglio comunale, è costituita da 7 postazioni fisse, 4 in più rispetto al numero previsto per legge. Occorre intervenire per la ricollocazione di 3 postazioni in via Crespellani, in via Torricelli e presso il Parco della Vetreria per effettuare un monitoraggio più rappresentativo dello stato della qualità dell’aria, come previsto dal D.M. n. 60 del 2002. Lo spostamento avverrà non appena l’ENEL, da tempo sollecitato, provvederà per l’allaccio. Ulteriori margini di miglioramento saranno possibili con l’appalto che verrà affidato nelle prossime settimane, con il quale si provvederà ad aggiornare tecnologicamente le centraline con una nuova strumentazione più  efficiente ed affidabile.

 

Cagliari cambia marcia

 

Cagliari paga un pesantissimo ritardo nei trasporti e nell’organizzazione della mobilità. Scarsa efficienza, insicurezza e decoro condizionano fortemente la qualità della vita, i costi economici e sociali della collettività e di ciascun cittadino. Oltre 180.000 sono gli spostamenti pendolari che premono sulle vie d’accesso. Un serpente di metallo di 500 km si insinua ogni giorno nella città, la opprime e la ferisce sino a sera.

La forte esigenza di muoversi si scontra con l’incompiutezza, il ritardo, il rinvio. Grandi e complesse opere hanno avuto un’attenzione quasi esclusiva a discapito di una visione d’insieme incardinata sull’uso del mezzo pubblico, che rimane inferiore al 16 per cento, nonostante l’efficienza e il gradimento raggiunto dal servizio municipalizzato.

Cittadini in coda, tutte le mattine della loro vita, sono forzati a spendere il loro tempo, la salute e il denaro in estenuanti file o alla ricerca di parcheggio. Il 76 per cento degli incidenti stradali e il 45 per cento delle morti avviene in città. Cagliari, con sette vittime nel primo semestre del 2011, registra una crescita inquietante che coinvolge principalmente pedoni, ciclisti e motociclisti.

Questa è la vera realtà che tutti conosciamo. Cambiare marcia è possibile.

La nuova Amministrazione è determinata a governare la mobilità, modificare le abitudini a favore del mezzo pubblico nell’interesse della collettività e in ragione di una reale  convenienza per le tasche dei cittadini, facilitare i tempi di accesso, partecipare alla buona salute degli abitanti e incentivare il decoro urbano.

Ad esempio un abitante di Quartu che si reca a Cagliari spende circa 3.20 euro di carburante, 1 euro per la sosta a cui si aggiungono 6 euro per il valore del tempo sprecato nelle code. Oltre 10 euro che si ridurrebbero a meno di 4 euro se lo stesso abitante usasse il mezzo pubblico, protetto nelle corsie preferenziali.

Potenziare e promuovere la metropolitana leggera sarà il tema dominante, l’opera più importante intorno alla quale riorganizzare la città e l’area vasta per ridurre il traffico e l’inquinamento e per rendere Cagliari più efficiente, sostenibile e solidale da vivere e abitare come luogo di studio, lavoro, cultura e svago.

La linea attiva della metropolitana leggera, lunga 6.5 km soddisfa le richieste di 5.600 passeggeri al giorno. L’obiettivo entro il termine del mandato è quello di raddoppiare la lunghezza e il bacino di utenti, triplicare i passeggeri, realizzare e integrare le fermate con parcheggi di scambio accoglienti e sicuri.

La tratta cittadina vede nel fronte mare e nella piazza Matteotti un formidabile luogo di incontro delle vie dello shopping con il porto, l’aeroporto, la linea ferrata e i servizi di trasporto collettivo urbano ed extraurbano. Farà parte del progetto la riqualificazione dei luoghi attraversati e la realizzazione del Centro Intermodale Naturale di piazza Matteotti.

Non meno importanti sono le relazioni con tutta l’area vasta: Quartu S.E. ad est, Pula ad ovest, a nord Sestu e la chiusura dell’anello verso il Poetto. Con lo stesso impegno intendiamo cogliere con i Comuni vicini tutte le opportunità per completare il disegno complessivo della rete di metropolitana leggera.

Non solo interventi infrastrutturali: l’integrazione tariffaria, il cadenzamento e la sincronizzazione del sistema semaforico hanno in città enormi possibilità di crescita soprattutto se consideriamo i gravi ritardi accumulati.

L’attuale rete di corsie preferenziali è pari a 15 km. L’obiettivo è quello di estenderla a 25 km, attivare la priorità semaforica per i bus, introdurre una sola tessera ricaricabile e valida per il parcheggio dell’auto, per i mezzi pubblici, il bike sharing, il car sharing a disposizione anche dei turisti. Ulteriori obiettivi sono l’ampliamento della rete verso i quartieri più isolati attraverso l’istituzione di mini-bus di quartiere, servizi a chiamata, integrazione e potenziamento dei servizi di bike sharing e car-sharing.

Grande attenzione ai pedoni con l’eliminazione delle barriere architettoniche, la riqualificazione degli spazi pedonali, l’integrazione dei percorsi, la protezione degli attraversamenti e l’inserimento dei contasecondi. L’obiettivo è quadruplicare il km attuale di vie pedonali e impedire la sosta selvaggia delle auto allargando e proteggendo i marciapiedi. Ciò favorirà la diffusione dei centri commerciali naturali nelle vie storiche e il collegamento delle aree pregiate della città. Saranno realizzati  quattro nuovi percorsi pedonali verso i parchi, i colli, le zone umide e il lungomare. Il  sostegno all’utenza debole e a quella studentesca avverrà attraverso tariffe agevolate. Verranno installati venti nuovi parcheggi rosa, destinati alle donne incinta e alle neo-mamme, nei pressi delle cliniche pediatriche, degli ospedali, dei supermercati e degli asili. Ulteriori obiettivi sono la riorganizzazione e controllo delle ZTL, la pedonalizzazione di aree storico-monumentali.

Massima attenzione sarà rivolta ai percorsi ciclabili attorno ai quartieri storici, verso il Poetto e il Parco di Molentargius; da Piazza Giovanni a Piazza Repubblica fino a viale Diaz, da Piazza Matteotti a Marina Piccola, attraverso via dei Conversi sino alle Saline, per citare solo alcuni progetti che verranno realizzati. L’obiettivo è quello di passare dai 3.4 km attuali, in pessime condizioni e irraggiungibili, ad una rete integrata, accessibile e di qualità di almeno 20 km. Il sistema bike-sharing sarà ampliato con nuove stazioni, razionalizzato e integrato con i percorsi ciclabili, i parcheggi di scambio e i mezzi pubblici, incrementando le biciclette classiche e quelle a pedalata assistita. L’obiettivo è passare dalle attuali quattro postazioni a dodici.

In modo analogo verrà attivato il servizio di car-sharing. Verranno utilizzate sia autovetture tradizionali che minicar elettriche, da impiegare all’occorrenza e spendendo solo al momento dell’utilizzo, mettendo a sistema anche parte dell’autoparco cittadino. L’obiettivo è attivare 5 postazioni.

Traffico e sosta meno invadenti e più razionali saranno perseguite eliminando le interferenze e i conflitti tra le auto, i bus e i mezzi in  sosta. Sarà scoraggiato il parcheggio nelle aree centrali più critiche mediante politiche tariffarie e ticket agevolati per l’uso dei mezzi pubblici integrato con i parcheggi di scambio.

La revisione del Piano dei Trasporti e dei Parcheggi sarà lo strumento attraverso cui attuare gli interventi. Le criticità legate alla sosta saranno affrontate anche con opere infrastrutturali, preferibilmente di tipo leggero. L’obiettivo è realizzare quattro nuovi fast-parking in aree già oggi destinate a parcheggio (Banco di Sardegna, C.I.S., Piazza De Gasperi, viale La Plaia ed altre); realizzare i nuovi parcheggi in struttura  già previsti in via San Paolo e al Molo Ichnusa; ripensarne altri limitandone l’impatto o accelerando l’apertura e l’accessibilità di quelli già esistenti.  Il collegamento a Castello con ascensori di qualità permetterà una completa pedonalizzazione del quartiere, riservando la sosta ai soli residenti. Agevolazioni agli addetti che operano nel Castello per l’uso del parcheggio di via Regina Elena, consentiranno un suo pieno utilizzo e l’eliminazione delle auto da Piazza Palazzo e dalle vie storiche.

Sul fronte interno gravissime sono le condizioni di congestione e sicurezza di viale Marconi e dell’Asse Mediano di Scorrimento. L’obiettivo è quello di attuare una serie di micro interventi, potenziare le possibilità di manovra da e per l’Asse Mediano da viale Marconi e dalla strada Arginale, inserire rotatorie, introdurre le corsie preferenziali per i bus, anche modificando i sensi di circolazione. Ciò verrà accompagnato da una riqualificazione completa degli spazi laterali pedonali, ciclabili e per la sosta, funzionali alle attività produttive e commerciali.

La mobilità verrà affrontata e gestita in modo unitario con il coinvolgimento dei Comuni dell’intera Area Vasta. Istituiremo un Centro di Coordinamento e Controllo Integrato della Mobilità dell’Area Vasta con il compito di analizzare la mobilità, coordinare le azioni, individuare gli interventi, informare e rendere partecipe la cittadinanza.

L’aumento della sicurezza è uno degli obiettivi primari. Verranno accesi tutti i sistemi di controllo del traffico esistenti e mai attivati, installati nuovi autovelox e telecamere per il controllo delle corsie preferenziali, dei passaggi con il rosso e dell’accesso alle ZTL. L’obiettivo non è quello di fare cassa, ma realizzare un concreto incremento della sicurezza, reinvestendo i proventi delle sanzioni in opere e sistemi per ridurre i sinistri e i decessi. Eliminare i punti di conflitto, trasformare gli incroci semaforizzati in rotatorie, inserire corsie di manovra, canalizzare i flussi, proteggere le utenze deboli, scoraggiare i comportamenti scorretti, promuovere corsi di guida sicura, saranno alcune delle azioni messe in campo. Sotto questo aspetto l’obiettivo è quello di coinvolgere l’Università,  formando partenariati per iniziative comuni di ricerca e innovazione, e per il reperimento di finanziamento comunitari.

Cagliari sociale e solidale

 

Di fondamentale importanza appare il mutamento della prospettiva dell’agire nel campo dei servizi alla persona, a partire dal superamento dell’isolamento territoriale e dall’attivazione di concrete relazioni con le città vicine su alcuni temi socialmente strategici e per la programmazione di Area Vasta. Lo strumento è il PLUS, piano del quale la città è attualmente privo e che interessa il pendolarismo scolastico, l’integrazione territoriale nei servizi scolastici ed educativi, l’assistenza agli anziani e gli asili nido. Fondamentale è l’attivazione di un tavolo con  Provincia, Comuni limitrofi e ASL: la pianificazione integrata consente infatti di interfacciarsi efficacemente con le politiche sanitarie, col mondo della scuola e dell’istruzione, con i servizi per il lavoro e con tutte le espressioni della società civile.

Attenzione particolare dovrà essere data alla attivazione di servizi alla persona misurati sulle specifiche esigenze dei quartieri e utilizzo di formule progettualmente avanzate (asili nido di quartiere e di condominio, presidi sociali polifunzionali, assegnati anche in autogestione ai comitati di quartiere).

Per il raggiungimento di questi obiettivi è necessario superare la visione dei servizi alla persona in chiave meramente assistenziale, con l’ottica della beneficenza, attivando invece la cultura della prevenzione e del coinvolgimento di tutte le agenzie educative, con una ferma e attenta presenza dell’Amministrazione, che agisce e opera in prima linea, senza delegare esclusivamente al mondo del volontariato e del privato sociale ma rendendo quel mondo protagonista delle scelte: senza abdicare quindi al suo ruolo di primo attore nelle politiche di accoglienza e ascolto dei bisogni dei cittadini in difficoltà. In tal modo, l’integrazione delle politiche sociali con quelle scolastiche, sportive, culturali e con le attività produttive, è la via per generare un percorso virtuoso di essenziale importanza e di forte impatto nei risultati.

Guardiamo ai fatti: Cagliari è una città in cui il numero degli anziani supera di gran lunga quello dei giovani. Nel 2011 per ogni giovane (0 -14 anni) sono presenti a Cagliari 2,39 ultrasessantacinquenni, mentre nel 2002 il rapporto era di 1 a 1,78. Vogliamo e possiamo fare in modo che gli anziani tornino a sentirsi una risorsa. E’ questo l’obiettivo che ci poniamo: far sentire i nostri anziani una risorsa della città e non solo cittadini in attesa di un servizio da parte del Comune; offrire loro centralità nelle nostre politiche sociali, sollevandoli da quel ruolo passivo cui spesso erano relegati.

In quest’ottica è fondamentale favorire il più a lungo possibile una giusta e dignitosa permanenza nel proprio domicilio: dovrà essere potenziata l’assistenza domiciliare, in stretta collaborazione con la ASL. Collaborazione che diventa fondamentale anche per rafforzare i centri di ascolto per i familiari: sappiamo, ce lo dicono diversi e prestigiosi studi, che il ruolo da protagonisti nelle dinamiche familiari – basti pensare al rapporto nonni/nipoti – è uno dei fattori che incide maggiormente sulla salute, anche fisica, degli anziani.

Siamo alla famiglia. Questo Consiglio comunale ha già discusso e approvato una mozione sull’argomento, segno della grande attenzione che la nuova Amministrazione presta a questo tema. La famiglia ha un ruolo centrale nella società. Ma, anche qui, guardiamo ai fatti: quante sono le giovani coppie che non possono permettersi di mettere su famiglia? E’ per questo motivo che guardiamo con attenzione alle nuove forme di convivenza, perché sono collegate alle politiche per la casa, a quelle sugli asili nido – pensiamo ad un incremento dei nidi sul territorio in spazi da recuperare anche utilizzando permute e cessioni -, alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei coniugi a partire  dagli orari di servizio del Comune stesso. Guardiamo in sostanza alla possibilità per tutti di mettere su famiglia e che quei nuovi nuclei familiari diventino una risorsa per la città. Senza dimenticare – in città ne esistono tante – le famiglie che vivono situazioni di disagio particolare. Pensiamo per queste a forme di auto-aiuto con il potenziamento dei punti d’ascolto e a forme temporanee di assistenza al lavoro di cura della famiglia.

Di fondamentale importanza è la necessaria cura del mondo degli adolescenti la cui attenzione è più difficile da catturare: a loro va rivolto una sguardo attento e rigoroso, con investimenti importanti e costanti. Le scuole che funzionano solo la mattina potranno essere utilizzate anche di pomeriggio o d’estate per attività didattiche, anche supplementari, o di aggregazione socio-culturale.

Rifiutiamo l’emarginazione sociale che in città è anche percepibile nella logica dei quartieri ghetto. Servono invece politiche di inclusione in sinergia col mondo del lavoro. Importante funzione può rivestire in tal senso la costituzione della Consulta delle associazioni e delle imprese sociali e di quella degli immigrati.  Serve abbattere le barriere mentali ma anche quelle fisiche. Pensiamo alle persone che ogni giorno vivono sulla propria pelle le difficoltà legate alla disabilità, e pensiamo a quanto Cagliari sia oggi una città ostica: vogliamo, in collaborazione con le imprese, un grande piano di eliminazione delle barriere architettoniche con interventi importanti su marciapiedi, accessi a uffici e locali pubblici sino ai sensori vocali su mezzi pubblici e semafori.

Importante sarà sostenere chi si trova in difficoltà economico-sociale attraverso azioni di inclusione sociale, favorendo percorsi di inserimento lavorativo, potenziando il servizio civico, e promuovendo lo sviluppo delle potenzialità imprenditoriali individuali con l’avvio al Lavoro Autonomo e all’autoimprenditorialità. Il settore sociale è una realtà economica tutt’altro che trascurabile, capace di generare valore ed occupazione, e di offrire percorsi stabili e duraturi di inserimento lavorativo ai soggetti svantaggiati.

 

Verrà istituito il Registro delle Unioni Civili, a sostegno di tutte le forme di unione generate dall’esigenza di convivere stabilmente per motivi di reciproca assistenza morale e/o materiale, senza che ciò interferisca con i registri anagrafici e di stato civile. Una conquista di civiltà per permettere a chiunque di organizzare la propria vita su criteri che prescindono dalla classica unione matrimoniale o parentale.

La collettività sarà chiamata a fare la sua parte in alcuni dei nostri progetti, ad esempio nel programma “Zero Spreco”, ossia nella lotta allo spreco alimentare e non, nella diffusione della cultura del riuso e del riciclo (last minute market e laboratori di riciclo).

A Cagliari tutti dovrebbero avere la possibilità di una sistemazione dignitosa: gli immigrati costituiscono una ricchezza economica e culturale, verranno attivati progetti di inclusione e di dialogo con le associazioni degli immigrati, con la comunità musulmana e tutte le altre comunità di confessioni religiose non cattoliche anche per valutare la concessione di spazi per le esigenze di culto, concordandone i termini di gestione e di utilizzo.

L’attuale campo ROM della città è stato un fallimento, anche a paragone con altri comuni limitrofi, con i quali potrebbe essere utile attivare un confronto. L’utilizzo delle risorse disponibili deve accompagnarsi alla severa e immediata attivazione di un tavolo di confronto con la comunità Rom, che non può prescindere da impegni quali la scolarizzazione di tutti i bambini e adolescenti del campo e il rispetto per le principali regole di igiene, convivenza e rispetto delle leggi.

Vogliamo in definitiva uscire dalla logica della semplice assistenza e puntare sulla prevenzione del disagio ed evitare interventi generici, garantendo risposte più appropriate e flessibili ai bisogni quotidiani.

Cagliari per la scuola, per la cultura e per l’arte

 

La nostra politica culturale si basa sulla convinzione che la cultura sia un elemento identitario sostanziale che trova le fondamenta nel patrimonio di conoscenze ereditato dal passato, ma che non può prescindere da una continua osservazione della contemporaneità e dalla capacità di guardare al futuro attraverso la sperimentazione e l’innovazione. Siamo consapevoli che la cultura rivesta un ruolo decisivo anche nelle dinamiche di sviluppo economico, in un’epoca in cui l’elemento immateriale, la creatività e le idee costituiscono la vera materia prima di quella che attualmente viene definita economia della conoscenza.

Per questi motivi, ci si pone l’obiettivo di ampliare le possibilità di conoscere, scoprire e valorizzare il patrimonio culturale e artistico del passato sia locale che globale, di estendere le occasioni e gli strumenti per vivere ed interpretare il proprio presente ed essere fruitori attivi e propositivi delle iniziative culturali. Si mira inoltre a sostenere e collaborare con i soggetti che portano avanti la ricerca e la produzione artistica e culturale in tutte le discipline, sia in ambito istituzionale e accademico che nel mondo dell’associazionismo, dell’impresa e della società civile. La nostra politica culturale non può prescindere dal riconoscimento e dalla valorizzazione del patrimonio di saperi e competenze oltre il Comune rappresentato per esempio dalle Soprintendenze o dall’Università. In tal senso, abbiamo già avviato i lavori per la creazione di un Sistema Museale Archeologico che colleghi, nel quadro di una  gestione integrata, i beni che costituiscono il patrimonio storico-culturale e paesaggistico della città di Cagliari  e che appartengono alle diverse istituzioni, proponendo degli itinerari possibili di conoscenza e scoperta all’interno del tessuto urbano, rivolti sia ai turisti che ai cittadini stessi. La città deve essere però la porta su tutto il territorio regionale. Ecco perché puntiamo sempre con collaborazioni interistituzionali a inserire alcuni dei siti culturali del Sistema Museale Archeologico Integrato di Cagliari in percorsi narrativi che coinvolgano e valorizzino anche il patrimonio culturale di altri territori della Regione.

In tal senso i lavori pubblici si muoveranno –solo per citare alcuni degli interventi-  anche con il ricorso ai concorsi di idee, per recuperare l’Anfiteatro romano al suo splendore, riscoprire il cimitero monumentale di Bonaria, avviare i lavori al Parco di Tuvixeddu e completare quelli del Parco della Musica e della Mediateca del Mediterraneo e ampliare la Galleria Comunale d’Arte.

Tali obiettivi saranno ovviamente misurati in base agli sviluppi della forte crisi economica globale che connota drammaticamente questo momento storico e che vede i tagli alla cultura tra gli strumenti di una politica nazionale che non riconosce sufficientemente le potenzialità di questo settore. Proprio per questo potrebbe essere neccessario ricorrere a strumenti di finanza innovative come hanno iniziato a fare già molte città italiane. Firenze su tutte. Tenendo conto dello scenario entro cui ci muoviamo, verranno valorizzate le competenze professionali specifiche, dando attenzione, sia ai profili professionali in grado di curare i contenuti di un’offerta culturale di alto livello, sia a quelli che siano in possesso di competenze progettuali e manageriali necessarie a porre in atto tale offerta, attraverso l’attrazione di capitali esterni, la gestione efficiente ed efficace delle risorse economiche e la messa in valore delle attività portate avanti.

Le attività culturali vanno sostenute e promosse, non solo all’interno degli spazi e delle istituzioni culturali comunali, ma in tutto il tessuto urbano affinché abbiano una diffusione capillare, anche e soprattutto nei quartieri più periferici e disagiati, e costituiscano una pratica inclusiva e non esclusiva. Si intende rendere trasparente ed equo il sistema di erogazione dei contributi alle iniziative culturali sulla base di requisiti specifici, trasparenti e misurabili, che premino, anche attraverso l’introduzione di commissioni esterne, la qualità culturale e artistica insieme alla capacità progettuale e gestionale, privilegiando la concentrazione delle risorse rispetto alla dispersione creata dal finanziamento a pioggia.

Per ciò che riguarda gli spazi pubblici destinati alla cultura, si ritiene necessario garantire un’autonomia nella programmazione culturale ed artistica, che non può dipendere da scelte politiche. A questo fine si considera importante una differenziazione tematica delle attività da promuovere con la conseguente specializzazione di ogni singolo spazio culturale e dei soggetti che lo gestiscono, studiata in base alla sua collocazione e alle sue caratteristiche strutturali e in relazione a una visione d’insieme dell’offerta culturale cittadina. Premessa  indispensabile per un’offerta plurale e di qualità è l’abbandono della prassi consolidata degli affidamenti diretti e l’adozione di procedure di bando che si basino sulla definizione della vocazione identitaria e tematica dello spazio e incentivino l’imprenditorialità del soggetto gestore anche su scala nazionale. L’Amministrazione si è già messa su questa strada scrivendo progetti ad hoc per ogni centro e definendo le modalità di gestione sulla base di uno studio di sostenibilità e fattibilità.

 

Gli spazi culturali devono essere dei punti di riferimento permanenti capaci di offrire stimoli e strumenti per conoscere, imparare e saper coinvolgere attivamente la cittadinanza in una crescita culturale nella quale l’evento rappresenta solo la tappa finale di un percorso di partecipazione e mediazione curato per le differenti fasce d’età. In relazione a quest’ultimo aspetto, sarà nostro obiettivo integrare le politiche scolastiche con le politiche culturali in modo tale che l’attività portata avanti nelle scuole possa fornire stimoli e strumenti necessari per la partecipazione all’offerta culturale cittadina. Si considera inoltre necessaria la ricerca e l’individuazione di ulteriori spazi da concedere a canone agevolato agli operatori, in particolare a quelli del teatro e della danza, per i quali lo spazio rappresenta un elemento fondante non solo per presentare al pubblico i risultati del loro lavoro, ma anche per la preparazione degli spettacoli e lo studio. Uno degli obiettivi a lungo termine riguarda la realizzazione di un circuito OFF attraverso la concessione in uso a compagnie teatrali e di danza di spazi in disuso.

 

Per ciò che riguarda lo sviluppo del settore del grande spettacolo dal vivo, si creeranno le condizioni per la realizzazione di concerti non solo in spazi esterni nel periodo estivo, ma anche nella stagione autunnale e in quella invernale, premiando anche in quest’ambito la qualità artistica e culturale delle proposte e l’originalità rispetto non solo al mercato nazionale e internazionale ma anche alla programmazione degli anni precedenti.

Per ciò che riguarda il settore delle biblioteche, riteniamo che l’organizzazione dei servizi da mettere in campo per la Città debba avere una prospettiva ultracomunale che si articoli e si differenzi in rapporto ai bisogni e alle esigenze ai quali dare risposta. Per queste motivazioni, si ritiene opportuna la gestione coordinata dei differenti servizi, l’integrazione e la dislocazione efficace dei servizi nel territorio urbano, che porterebbero a una razionalizzazione e  diversificazione dell’offerta, nonché a un’ottimizzazione e condivisione delle risorse (anche fra biblioteche appartenenti a enti diversi) e all’ottenimento di economie di scala. L’obiettivo finale di questo processo è per noi la costituzione di un sistema bibliotecario integrato della città di Cagliari nel quale rientrino  anche la Mediateca del Mediterraneo, le biblioteche di quartiere, la Biblioteca Regionale, la Biblioteca Provinciale e il Centro Servizi Bibliotecari della Provincia.  A tal fine, si attiverà un centro servizi Biblioteche di Cagliari e si realizzerà un portale unico per le biblioteche della rete urbana. Si promuoveranno progetti di mediazione e didattica che forniscano strumenti per la conoscenza, l’apprendimento e l’avvicinamento all’arte e alla cultura con riferimento specifico alle attività culturali portate avanti nei centri comunali e nelle biblioteche.

Per il perseguimento di tutti gli obiettivi suddetti, si punterà alla ricerca di sinergie e collaborazioni con le altre istituzioni operanti sul territorio tra le quali l’Università, gli organi periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione, la Provincia e tutti gli altri enti che a vario titolo possono dare un contributo scientifico, tecnico o operativo alle singole azioni che verranno portate avanti. Si punterà molto sull’elaborazione di progetti capaci di attrarre capitali esterni da parte di enti pubblici e privati e della Unione Europea. Inoltre, si attueranno delle politiche rispondenti a una visione di Cagliari quale porta di accesso e finestra sui beni e le attività culturali dell’intera Regione, aumentandone la visibilità e facendosi portavoce delle dinamiche che attraversano la vita culturale dell’isola nella sua interezza.

Le nostre politiche scolastiche si basano sul fermo convincimento che si possa e si debba parlare di un sistema educativo e formativo unico nel quale evidenziare e sostenere l’importanza dei servizi prescolari e della scuola dell’infanzia che, benché non obbligatoria, concorre in maniera significativa allo sviluppo cognitivo psicomotorio e affettivo del bambino. Se, come nel nostro caso e nonostante una politica nazionale miope, l’obiettivo è quello di tendere a un’effettiva uguaglianza delle opportunità educative, è necessario fare delle politiche volte a garantire su tutto il territorio l’accesso a servizi educativi elevati.

Ecco perché, esercitando le competenze comunali in materia di sostegno alla programmazione didattica, questa amministrazione si pone l’obiettivo di lavorare in stretta sinergia con le direzioni didattiche per arrivare a un’offerta plurale di modelli che rispondano ai variegati fabbisogni formativi presenti in contesti economici, sociali e culturali differenti.

Come dimostrato dall’ultimo report Pisa 2008, la scuola pubblica è in Italia ancora più competitiva rispetto a quella privata e benché non si voglia assolutamente disconoscere il fondamentale e imprescindibile contributo dell’iniziativa delle associazioni e dei privati, siamo convinti che l’intervento pubblico e a favore del pubblico sia fondamentale se si vogliono colmare le differenze territoriali e promuovere pari opportunità educative capaci di ridurre divari socio-economici sempre più marcati e in particolare di avvicinarici all’obiettivo posto da Europa 2020 (10%) per quanto riguardo la lotta alla dispersione scolastica. È ampiamente dimostrato come le caratteristiche della famiglia di provenienza esercitino un forte impatto sui risultati scolastici specialmente negli anni che precedono la scelta della scuola secondaria di II grado mentre tale influenza risulta attenuata nel passaggio alla scuola superiore. È quindi necessario lavorare per attenuare le disparità tra le tipologie di scuole e tra gli istituti stessi, il che richiede politiche scolastiche più specifiche e mirate. Per tale motivo cercheremo di attivare servizi di orientamento nel passaggio alla scuola secondaria e quindi nella scelta consapevole del percorso di studi successive. Allo stesso tempo si dovranno promuovere e incentivare iservizi di sostegno psicologico e di educazione per gli adulti.

La nostra azione di governo in materia di politiche scolastiche si muoverà lungo le due direttrici del potenziamento dei servizi e del sostegno mirato alla programmazione didattica, sulla base di parametri oggettivi da definire insieme a chi lavora e opera ogni giorno nella scuola in modo da rispondere in modo efficace alle criticità dei singoli territori.

In particolare intendiamo per quanto riguarda il primo punto, ovvero il potenziamento dei servizi, potenziare la scuola dell’infanzia ponendoci come obiettivo quello di soddisfare la richiesta d’accesso presente in modo più diffuso possibile nel territorio, grazie anche a un razionale recupero degli spazi e quindi liberando le risorse ore investite in contratti di locazione. Si punterà alla massima estensione possibile del tempo pieno e si cercherà di soddisfare nel mondo più diffuso possible la richiesta di iscrizione nelle scuole comunale. Solo un dato esemplificativo della situazione attuale:  su un totale di 3528 alunni solo 433 sono in scuole dell’infanzia comunali, 1865 in quelle statali e ben 1230 in strutture private. Considerata l’importanza della scuola dell’infanzia all’interno del sistema educativo e formativo soprattutto nei quartieri disagiati, si punterà, in sinergia coi lavori pubblici, a una celere soluzione delle situazioni critiche a livello infrastrutturale in modo da permettere l’istituzione di nuove sezioni e anche di aprire spazi da destinare alle attività extracurriculari. Inoltre daremo il nostro supporto all’elaborazione di un modello flessibile per le scuole dell’infanzia sulla base degli studi e delle esperienze già in atto (es. ASCANIO).

In riferimento alla programmazione scolastica, non vogliamo più procedere con progetti a pioggia ma pensiamo che si debbano elaborare coerenti schemi progettuali finalizzati all’eliminazione delle criticità e situazioni di disagio nelle varie aree cittadine. Si intende nei quartieri ad alta densità di presenza straniera sostenere l’attività didattica con progetti finalizzati all’integrazione con particolare riferimento alle attività volte all’acquisizione degli strumenti linguistici e di mediazione culturale. Per quanto riguarda i quartieri marginalizzati la scuola deve svolgere un ruolo di primo piano e per questo si investirà soprattutto nelle zone disagiate per elaborare progetti mirati al raggiungimento di livelli educativi di eccellenza. Al contempo lavoreremo per reperire fondi per l’erogazione di borse di studio da destinare alle scuole di I ciclo nella logica di sostegno alle fasce deboli in modo che si tenda a garantire a tutti le stesse opportunità. Lo stesso obiettivo guiderà il sostegno alla programmazione scolastica soprattutto nel campo della matematica e delle scienze che vede da sempre l’Italia indietro rispetto agli altri paesi europei ma anche la promozione della digitalizzazione nelle scuole.

Non siamo quindi per un modello socio-assistenziale passivo ma fortemente attivo, responsabile e coinvolgente. La nostra sfida è quella di rendere la scuola il luogo dove non solo si forma la persona ma dove si diventa cittadini consapevoli, certi che come dimostrano tutti gli studi condotti il sistema formativo ed educativo diffuso eccellente sia il presupposto per politiche di crescita economica e di innovazione del paese.

Per il perseguimento dei suddetti obiettivi e per affrontare emergenze o problematiche specifiche, si attiveranno collaborazioni e sinergie con le altre istituzioni operanti sulle materie di riferimento (es. Università, Asl, Coni etc.) attraverso l’adozione di protocolli d’intesa interistituzionali mirati .

Cagliari sportiva

Uno degli obiettivi prioritari della politica per lo sport riguarda la definizione delle modalità di gestione degli impianti sportivi comunali, sulla base di studi di fattibilità e gestione abbozzati in questi primi mesi, e l’affidamento attraverso procedure trasparenti tali da garantire pluralismo, certezza e imparzialità. Oltre alla stesura di bandi che tengano conto della specificità delle strutture e dei territori nei quali sorgono, è necessario rivedere i regolamenti sull’assegnazione degli spazi che, in quanto ampiamente insufficienti e vaghi, lasciano a nostro avviso margini di discrezionalità. Tali interventi s’inseriscono nel quadro di una politica degli spazi che punti al potenziamento dell’esistente, alla progettazione del nuovo in base alla reale richiesta presente, e quindi non trascurando nessuno sport, e infine al recupero e alla scoperta di luoghi en plein air dove poter praticare liberamente lo sport. In questo senso si punterà alla valorizzazione degli spazi del Poetto così come degli spazi inutilizzati intorno allo stadio S’Elia. Sempre all’interno di questa visione politica si orientano i progetti futuri circa l’utilizzo dello stadio S’Elia dato in concessione al Cagliari Calcio fino al 2013. Nel caso si aprissero altre possibilità per il Cagliari Calcio, vorremmo fare dello stadio un centro polivalente aperto a tutti gli sport, capace di garantire la massima fruibilità per la cittadinanza anche come sede per ospitare grandi eventi di spettacolo. Tale politica si basa sulla convinzione che lo sport, lungi dall’essere un mero intrattenimento, concorra allo sviluppo non solo motorio ma anche affettivo e sociale dell’individuo e che quindi si debba garantire l’accesso il più ampio e diffuso possibile a chi a tutti i livelli pratica attività sportiva.

I lavori pubblici si adopereranno in tal senso. Priorità assoluta riguarderà il recupero e la  riqualificazione degli impianti esistenti e la realizzazione di una rete di piccoli spazi attrezzati  gestiti dalle associazioni di base che promuovano e rendano effettivo lo “sport per tutti”, di evidente rilievo sociale.

Ecco perché un altro obiettivo che ci poniamo è quello di elaborare e mettere in atto una reale politica dello sport a tutti i livelli che ne promuova i valori sociali, incentivi lo sport tra i giovani e sia di sostegno all’agonismo: in questa direzione la convocazione di una prima edizione degli Stati Generali dello Sport, appuntamento che si ripeterà una volta all’anno.

Su questo punto siamo all’anno zero. Quasi niente è stato fatto e quel che si è fatto riguardava solo la distribuzione con criteri peraltro insufficienti di contributi sia in forma di contributo finanziario che di attrezzature sportive. Noi invece siamo certi che si possa e si debba fare di più e che, lavorando con le istituzioni, le federazioni, le società e le associazioni, si possano porre le basi per una politica sportiva articolata sul territorio che tenda anche alla valorizzazione delle aree a rischio di esclusione sociale e punti sulle zone marginalizzate. Considerata la scarsezza delle risorse, si è scelto di iniziare per quest’anno dalle scuole, con progetti finalizzati alla lotta contro la dispersione scolastica e insieme allo sviluppo delle competenze psico-motorie degli studenti del primo ciclo. Sempre nell’ambito di una politica che incentivi e favorisca lo sport tra i giovani e riscopra lo sport come momento essenziale nei processi di integrazione, si promuoveranno tornei tra scuole e si sosterranno i giochi studenteschi. Uguale attenzione verrà rivolta al sostegno e alla promozione dello sport per i diversamente dotati e per gli anziani normalmente esclusi da qualsiasi iniziativa. Sempre nella convinzione che la possibilità di praticare attività sportiva debba essere diffusa e capillare su tutto il territorio garantendo la massima fruibilità da parte della cittadinanza.

Cagliari produttiva

L’Assessorato alle Attività produttive non dispone di una Polizia Annonaria con cui concertare le azioni di informazione, prevenzione, assistenza e controllo del sistema produttivo generale. In questo momento di grave crisi economica e finanziaria, con un trend dei consumi in negativo, un’Amministrazione incapace di garantire a tutti gli operatori le stesse condizioni di partecipazione al mercato è insostenibile. La mancanza di controlli, ma soprattutto la totale assenza di un piano di verifiche concertato con l’Assessorato, si è tradotto oggi in un sistema cittadino incapace di garantire agli operatori la possibilità di fare attività di impresa alle stesse condizioni, favorendo rendite di posizione e privilegi il cui risultato è sotto gli occhi di tutti: una città con gravi problemi di abusivismo e priva di un piano più ampio del commercio che sia frutto di concertazione con Enti e Associazioni di categoria. Non siamo per un’amministrazione punitiva, ma per un’amministrazione che consenta a tutti di operare nel rispetto delle normative e delle regole.

Pensiamo agli ambulanti. La sospensione del Piano delle Aree del commercio su aree scoperte, approvato sul finire della scorsa consiliatura, è stato un atto dovuto. Pur riconoscendo accuratezza nel lavoro di rilevamento svolto per l’esistente, negli elaborati mancano le caratteristiche di analisi e gli elementi di decisione richiesti da uno strumento di pianificazione. Ancora una volta manca la visione d’insieme. Non possiamo prescindere dallo studio delle relazioni con il sistema del trasporto pubblico e privato; delle relazioni con il sistema degli esercizi commerciali stabili, dei bacini d’utenza e delle tipologie di attività necessarie e compatibili. Avremmo voluto mettere subito a bando gli spazi pubblici e affrontare il problema pluriennale, mai risolto, dell’abusivismo. Viale Trento ne è un esempio. Invece dobbiamo fare i conti con un “non strumento pianificatore”, cercando di rispettare i tempi promessi, perché tutti gli operatori possano finalmente lavorare nella legalità.

Lo sviluppo economico inizia soprattutto da un’organizzazione di città. È difficile pensare che un Comune moderno non governi un’importante risorsa come il suolo pubblico: non conosca quanto abbia dato in concessione, quando scadono le concessioni in essere e quali debbano essere le modalità di rinnovo.

Dobbiamo partire dalla riorganizzazione dei servizi alle imprese, dalla concertazione con le Associazioni di categoria, dalle sinergie necessarie perché Cagliari possa migliorare il suo sistema produttivo.

Una riflessione a parte, a proposito di servizi, merita la film commission. Il Comune di Cagliari si candida ad entrare nella Fondazione promossa dalla Regione Sardegna, a svolgere non solo il suo ruolo di capoluogo di regione, ma un ruolo attivo e di sostegno alle produzioni trovando le soluzioni perché possa realizzarsi a Cagliari il più importante  cineporto.

Tante le azioni in programma per permettere alle imprese e ai cittadini di operare all’interno di un sistema con procedure snelle e tempi certi. Abbiamo la volontà di predisporre degli Sportelli Unici moderni. Massima priorità ha l’informatizzazione di tutte le pratiche, ora cartacee, delle concessioni: una mappatura unica, aggiornata e storicizzata dell’uso del patrimonio disponibile, per una gestione trasparente, flessibile e accessibile dell’informazione. Accanto a questo, sono prioritari la realizzazione dello Sportello Unico del Suolo Pubblico e la redazione di un Testo Unico dell’occupazione del suolo pubblico che raccordi tutti i regolamenti, le linee guida e gli accordi dirigenziali per arrivare ad una interpretazione univoca e a regole omogenee.

Dobbiamo ridefinire anche il rapporto tra grande distribuzione e città e attivare un tavolo di lavoro, insieme alle associazioni sindacali. La nostra sfida sarà dare risposte adeguate ai commercianti e agli imprenditori che chiedono più informazione, strumenti di promozione, sostegno e controllo e meno burocrazia. La qualità commerciale di Cagliari passa per la vivacità dell’offerta che propone, per la flessibilità dei commercianti stessi, per il livello dei servizi e la capacità di soddisfare i residenti e quanti scelgono di trascorrervi tempo libero e vacanze.

Le attività commerciali di Cagliari sono una delle nostre vetrine. Abbiamo il vantaggio di avere prodotti d’eccellenza nell’offerta commerciale e potenzialità di crescita ancora inespresse. La qualità di enogastronomia, artigianato, accoglienza, piccole imprese va sostenuta e rilanciata. Il patrimonio artistico e culturale rimane monco se sono nascoste le capacità commerciali dei centri storici, se manca una vasta offerta di iniziative a partire dalla valorizzazione di eccellenze come i Mercati Civici. I Mercati Civici svolgono un ruolo fondamentale nella quotidianità di molti cittadini e sempre più turisti. Sono la nostra cultura, la nostra storia, uno strumento importante per calmierare i prezzi, una formidabile attrazione per la città. Oggi soffrono di gravi carenze strutturali degli stabili, di una cattiva organizzazione dei parcheggi, della concorrenza con la grande distribuzione. Il taglio delle risorse finanziarie non ci consente di pianificare importanti lavori di riqualificazione delle strutture, ma dobbiamo lavorare perché questa preziosa risorsa economica e culturale della città possa funzionare meglio, aiutare gli operatori ad essere più competitivi attraverso anche piani di formazione, ad offrire maggiori servizi, informare i cittadini sulla qualità dei prodotti. Stiamo predisponendo un Piano di comunicazione per i mercati civici che prevede la creazione di un marchio riconoscibile di tutte le campagne promozionali e pubblicitarie che saranno attivate, un veicolo di promozione cittadina e turistica, oltre che di qualità. Per il Mercato di San Benedetto, a esempio, che è inserito anche in diverse guide turistiche, è in via di predisposizione un programma di iniziative che prevede aperture serali e attività di promozione.

Vogliamo sostenere i centri commerciali naturali, lavorare sulle specificità dei luoghi, offrire una programmazione più efficace degli eventi. Pensiamo sia ora necessario rilanciare e riqualificare il commercio di vicinato, con investimenti e progetti da parte di aziende che puntino ad un alto livello di qualità in grado di attrarre e sostenere il turismo.

Commercio e Turismo quindi come sistema integrato, perché la rete commerciale è fondamentale non solo per i cagliaritani, ma anche per l’offerta turistica della città.

Ovviamente il turismo, volano dell’economia cittadina, sarà tra le nostre priorità di sviluppo. Non è finora esistito un piano strategico di marketing territoriale e di posizionamento della città, con una programmazione a medio e lungo termine degli eventi e delle manifestazioni turistiche e ricreative. Attenzione è stata riservata solo ai provvedimenti riguardanti l’organizzazione e la promozione della Festa di Sant’Efisio, per la quale sono impegnate i due terzi delle risorse disponibili: nella edizione 2011 sono stati spesi 145mila per le tribune a fronte di 35mila euro di incassi. Perché? Perché non è esistita una sinergia tra gli assessorati al Turismo e alla Cultura. Non è presente un piano coerente di partecipazione a qualsiasi workshop, fiera, e simili che possa favorire l’incontro con la domanda. Non emerge ad oggi una strategia uniforme di presentazione delle risorse cittadine, un layout grafico coordinato, un’analisi del target che abbiamo o di quelli che vogliamo conquistare, un’idea di città turistica.

Vogliamo invece fare di Cagliari una Destinazione Turistica, un sistema integrato tra attori pubblici e privati, che sappiano mettere in campo azioni efficaci di promozione turistica della città e capaci di attrarre finanziamenti. Vogliamo che Cagliari sia la porta di ingresso per la Sardegna. Per farlo, l’Amministrazione sarà promotrice di una serie di interventi volti a sanare l’attuale frammentazione del sistema turistico cittadino, ponendosi come attore principale di una maggiore e migliore collaborazione tra i soggetti pubblici e privati. L’intraprendenza dei singoli non è più sufficiente: dobbiamo creare il sistema accessibile in cui i privati possono e devono contribuire alla realizzazione del prodotto Cagliari, un sistema in cui il pubblico crea le condizioni e i privati concorrono quali attori principali a definire l’offerta.

Presto avremo anche per Cagliari la Destination Management Organization (DMO),lo strumento che già da anni molte destinazioni hanno realizzato per rendere operativa questa concertazione e il cui compito principale è quello di creare e definire i prodotti, comunicare e vendere la destinazione.

Fare turismo non è solo acquistare pagine sui giornali, magari locali. Fare turismo è analisi di mercato, è valorizzazione delle risorse, è capacità di attrarre e promuovere. Ma soprattutto è creare economia. Solo facendo camminare insieme pubblico e privato, è possibile oggi essere competitivi. Stabiliremo regole certe sull’utilizzo di un marchio che deve garantire qualità e servizio e che riunirà le forze di tutti coloro che partecipano direttamente o indirettamente all’offerta turistica della città e dell’area vasta. La “Destinazione Cagliari” si articolerà nella creazione e declinazione del brand in una campagna di valorizzazione e promozione, attraverso la conquista dell’attenzione da parte di riviste e periodici di rilevanza nazionale e internazionale che raccontino la città e ne pubblichino le immagini. Lo stesso vale per la promozione televisiva, nazionale e internazionale. Si articolerà inoltre con campagne nelle città che abbiano collegamenti aerei e navali da e per la Sardegna e soprattutto sul web, con apposite campagne di web marketing, poco costose e molto efficaci. Un’immagine coordinata che si declinerà anche nei souvenir o nel merchandising, dando finalmente al turista la possibilità di portare a casa un ricordo identificativo della città, favorendo anche il passaparola.

Per i turisti introduremo la Cagliari Tourist Card, una carta servizi che avrà una durata commisurata alla reale permanenza in città e che agevolerà l’accesso ai luoghi della cultura e agli spazi per il tempo libero e l’accesso all’intera rete di trasporto pubblico del Ctm di Cagliari.

Particolare attenzione sarà dedicata al turista low cost e al crocierista, due target diversi per propensione alla spesa, ore di permanenza e abitudini. Dobbiamo fare in modo che, con un’offerta funzionale e credibile, siano loro, una volta tornati a casa, il nostro migliore e più funzionale veicolo promozionale.

Lavoreremo allo sviluppo di una efficiente segnaletica (in diverse lingue), facendo in modo che il turista abbia l’informazione più completa sui luoghi e sui beni culturali visitati. E’ nostra intenzione concentrare solo su visitcagliari.it tutto il complesso di informazioni per il turista, facendone un portale istituzionale unico, omogeneo, completo, che sia allo stesso tempo anche informativo, costantemente aggiornato e inclusivo quindi del lavoro finora svolto dagli Infopoint.

Non potremmo parlare di strategie per il turismo senza considerare un sistema portuale e aeroportuale perfettamente funzionante e inserito in una visione integrata con le politiche di enti  come la Camera di Commercio, l’Autorità Portuale e la Sogaer.

Alla luce del drastico calo di passeggeri trasportati nel 2011 da e verso la penisola, la portualità cittadina dovrà essere oggetto di una rigorosa rivisitazione da parte di tutti gli operatori economici del settore. L’obiettivo dell’Amministrazione è favorire la nascita di una gamma di servizi che rendano più fruibile la città nella parte in cui si affaccia al mare.

In quest’ottica di potenziamento si pone anche l’obiettivo di favorire la crescita di una realtà come il Porto Canale e delle relative pertinenze. Questa Amministrazione si pone l’obiettivo di promuoverne, anzitutto proponendo una dotazione di servizi aggiuntivi, sia a carattere logistico che informatico, per pervenire ad un sostanziale potenziamento dei corridoi marittimi che connettono il capoluogo della Sardegna alle grandi reti di trasporto nazionali ed europee.

 

Le politiche di sviluppo non possono prescindere inoltre dalle attività dell’aeroporto. L’aeroporto di Cagliari-Elmas, secondo questa Amministrazione, è nelle condizioni infrastrutturali e finanziarie per migliorare in modo significativo il trend di crescita del numero dei passeggeri, soprattutto di quelli internazionali attraverso azioni mirate di marketing, le cui presenze dovranno estendersi per un arco temporale non minore di otto mesi per anno.

 

Peraltro, sussistono importanti margini di miglioramento anche nella qualità e nella frequenza dei servizi di collegamento da e per la città; soprattutto, infine, esistono amplissimi margini di miglioramento dei servizi erogati all’interno dell’aerostazione ai passeggeri in transito.

Il ruolo del Consiglio Comunale

Il confronto avviato nel vivo e tra le articolazioni della società cagliaritana si sposta ora nella sede istituzionale competente, il Consiglio Comunale. E in questa sede, che noi intendiamo restituita nella pienezza della sua autonomia e delle sue prerogative, ulteriori suggerimenti, ulteriori indicazioni, ulteriori consigli (e che Consiglio sarebbe un Consiglio che non intendesse consigliare?), ulteriori proposte ed opinioni critiche, verranno espresse dai banchi della opposizione così come dai banchi della maggioranza.  Dei consigli, delle proposte e delle critiche saremo egualmente grati, contribuendo gli uni e le altre non solo alla fisiologica dialettica di una istituzione rappresentativa democratica e plurale, ma anche e soprattutto alla comune ricerca, al comune impegno, al comune sforzo per il bene della città.

Nel corso del nostro mandato, il Consiglio Comunale non sarà il terminale di processi decisionali altrove stabiliti, non sarà la cassa di risonanza dei deliberata assunti da poteri esterni, forti o meno forti che essi siano; i nostri convincimenti, la nostra volontà, e l’autorevolezza della Presidenza che questa sede ha inteso esprimere, sono altrettante garanzie della pienezza del ruolo e della autonomia della istituzione consiliare, che peraltro ha dalla sua, antica storia e nobili tradizioni. Di questa istituzione hanno fatto parte e ne sono stati protagonisti uomini che hanno illustrato Cagliari e, fatto doveroso riferimento ai 150 anni dalla Unificazione dell’Italia, ne hanno sorretto e guidato il processo di trasformazione da cittadina di poche decine di migliaia di abitanti, orgogliosamente e talvolta arrogantemente arroccata nel chiuso del suo Castello, in una città moderna, dinamica, aperta al mare così come al suo retroterra e al restante territorio dell’Isola.

Di queste istanze di modernità, di progresso e di apertura al vasto mondo che è attorno a noi fu espressione tangibile e persistente la scelta, allora non facile né scontata, della edificazione della nuova sede municipale là dove questa è oggi, di fronte al mare, nell’area portuale e a pochi passi dalla Stazione Ferroviaria realizzata pochi anni prima. La Cagliari della aristocrazia fondiaria e dei maggiorenti si apriva ai traffici, ai commerci, alle attività industriali, al progresso.

E così fu all’epoca della ricostruzione di questo Palazzo Civico, sventrato dalle bombe, e della ricostruzione della città al termine della seconda guerra mondiale. Città ridotta a cumuli di macerie, sommandosi alle macerie prodotte dalle bombe le macerie morali prodotte dal fascismo e dalla guerra. La città di Cagliari – la cui rinascita era data per impossibile, tanto da valutarsi in autorevolissima sede, l’opportunità dello spostamento del capoluogo della Sardegna in capo alla città di Sassari – volle e seppe rinascere, fu ricostruito questo palazzo e fu ricostruita buona parte della città, sorsero nuovi quartieri in cui trovarono casa decine di migliaia di nuovi cittadini.

Certo, la speculazione immobiliare, e con la peggiore speculazione immobiliare le brutture urbanistiche, ebbero la loro parte, ma ciò che qui e ora importa è recuperare, in chiave d’attualità, quel volere il progresso, quel saper intraprendere, quell’ansia di ammodernamento e di apertura, quella passione civile, che accomunarono nel tempo uomini dal diverso sentire, di diversa estrazione sociale e di differenti sensibilità politiche e culturali, ma egualmente dinamici, egualmente combattivi, egualmente capaci di apporti straordinari di intelligenza delle cose e dei processi sociali.                                                                                                                                                                                                        Noi, noi tutti, dico, ci sforzeremo – nella consapevolezza della modestia della nostra esperienza e delle nostre forze – di porre il nostro operato nel solco della buona tradizione, tracciato sapientemente da uomini quali Ottone Bacaredda, Francesco Cocco Ortu, Luigi Crespellani, Sebastiano Dessanay, Luigi Pirastu, Umberto Cardia, Salvatore Ferrara, Paolo De Magistris, ed altri ancora che hanno ben meritato d’essere considerati illustri tra i cittadini, ed alla cui memoria ci appelliamo per ricavarne stimolo a ben operare.

Su di noi ed attorno a noi, abbiamo detto, imperversa una crisi gravissima, che, come ogni crisi di proporzioni drammatiche, induce al pessimismo, alla disperazione, la cui altra faccia è la sfiducia nelle istituzioni, l’equiparazione di tutti coloro i quali svolgono funzioni pubbliche ai peggiori, la resa morale. Questo pericolo è non meno grave dei danni prodotti nella economia.

Noi amministratori locali stiamo, di fronte alla crisi economica e di valori in atto nel Paese, in prima linea, in rapporto non mediato ma diretto con i cittadini, con le famiglie, con i disoccupati e i giovani senza lavoro, con le piccole imprese la cui sorte è precaria.

Dobbiamo saper produrre idee, dobbiamo saperle elaborare in forma di programma, dobbiamo saper decidere e dar vita ad azioni concrete. Tutto ciò è stato sinteticamente esposto.

Ma al tempo stesso dobbiamo saper infondere fiducia e dare, specie alle giovani generazioni, nuova speranza.  Dopo la notte sorge pure il sole; la città, e il Paese intero, hanno pure grandi risorse, prime tra le quali sono la capacità di sacrificio e di lavoro, le risorse della intelligenza e della cultura, del sapere e del saper fare. Sta anche a noi saperle ben indirizzare, contribuire a che siano messe a frutto in un processo finalmente virtuoso di azioni concrete sorrette dal buon esempio, di convinta partecipazione, di ampia solidarietà, di giusto orgoglio della nostra identità cittadina e nazionale.

Sta a noi adempiere al nostro compito con disciplina e onore. Buon lavoro, per il bene della nostra città.

 

 

 

 

 

 

 

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