Denunciare pubblicamente un ricatto. Morale. Le Lucide coraggiosamente.

Le “Lucide”, le due artiste fondatrici della compagnia di grande successo “Lucido Sottile”, sono in questi giorni nell’occhio di un piccolo, minimo, ignobile ciclone fatto di storiacce, di voltafaccia, di guerra tra bande e di vendette basse a discapito della città tutta. Le Lucide sono scomode, sono sempre state scomode. Sono scomode perché sono artiste, sono scomode perché sono esagerate, perché non hanno paura di fare spettacoli forti, fortissimi. Sono scomode perché in pochi anni si sono fatte un curriculum nazionale di grande successo e perché non hanno paura di dire le cose come stanno. Sono scomode perché nella loro attività artistica non hanno mai avuto paura di coinvolgere gli artisti più validi del territorio, a prescindere da colori e appartenenza. Perché è così che lavora un artista. Le Lucide sono scomode perché non hanno mai voluto fare giochetti a discapito del lavoro di altri o della vita di altre compagnie o associazioni. E io personalmente so che questo è vero perché l’ho visto di persona.
Le Lucide sono delle artiste e non hanno mai avuto amicizia con qualcuno per “convenienza“, non hanno mai frequentato questo o quel personaggio perché “conveniente” in quel momento.

Adesso le Lucide sono in mezzo a una piccola e ignobile storia di basse ordinarie vendette della solita italietta incapace di ragionare con prospettive alte, e si sono accorte che il vero problema era un ricatto che stavano subendo. Un piccolo, ignobile, meschino (forse involontario) ricatto morale ad opera di qualcuno che è nato, cresciuto e vissuto in mezzo a queste logiche di bande chiuse.

Hanno scritto questo e l’hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook. Io ho chiesto il loro permesso per pubblicarlo qui.

Lo pubblico perché è una bella testimonianza di coraggio e di sincerità. Due condizioni sempre irrinunciabili per “un artista” (con o senza apostrofo). Noi artisti siamo abituati a essere sempre coraggiosi e sinceri.

Si può mentire dovunque, tranne che sul palcoscenico
Gabriele Lavia

——————-

EmozionARTE.

pubblicata da Lucido Sottile il giorno martedì 17 aprile 2012 alle ore 15.44 ·
 

La danza ci ha permesso di entrare nel mondo del professionismo da giovanissime.

Bisogna essere giovani agili e forti  per danzare.

In venticinque anni di professionismo ne abbiamo fatto di cose nella danza, nel teatro, nella musica, nel cinema. Abbiamo conosciuto centinaia di artisti in tutto il mondo. Abbiamo avuto grandissimi maestri e maestri meno grandi, ma tutti importanti. Siamo state aiutate da chi crede negli artisti giovani e puntualmente, da giovani quali eravamo, dopo un po’ siamo volute  andare avanti dichiarandogli la nostra indipendenza.

Ma sino ad oggi, la persona in questione, non ci ha ancora presentato il conto. Anzi.

Perchè siamo sempre state libere, non siamo mai state veramente di nessuno. Nessuna cerchia.

A Cagliari non funziona così. Non basta essere dotati e intelligenti e di talento. No.

Devi “appartenere” a qualcuno.

Oppure devi mandare avanti non solo il tuo di lavoro, ma anche quello di un gruppo di autoeletti che si fanno promozione. Questa città pullula di personaggi della “cultura” super prezzemolini, tuttologi, opinionisti di turno che non ragionano così.

La legge suprema è:

Tu aiuti me, io aiuto te.

Tutto ciò potrebbe essere giusto, del resto chi si somiglia si piglia, ma non è esattamente così semplice.

Stanno insieme per controllarsi. Hanno reciprocamente il fiato sul collo  e il terrore di essere traditi, perchè nessuno si fida di nessuno. E sono sempre nel panico che “l’amico del cuore” possa essere più famoso di loro anche solo per  un quarto d’ora.

E tutto questo autopromuoversi il più delle volte è un boomerang, se non supportato da vero talento. Quindi è facile incontrarli a promuovere la “Sega” di turno che porterà vantaggi al gruppo.

Dietro queste figure c’è denaro che gira, gira sempre intorno a loro, e alle loro imprese editoriali, musicali , teatrali. E quando non c’è denaro c’è un tacito accordo, che semmai dovesse arrivarne, sarebbe da spartire.

Però attenzione!

Prima o poi arriva uno nuovo,  giovane, più accozzato che romperà gli equilibri.

Per entrare in una cerchia, ci sono regole da rispettare che sembrano peggio delle difficilissime prove per l’ingresso in una loggia massonica.

Non ne abbiamo superata manco una.

Ve ne illustriamo tre soltanto,  che sono le prime, fondamentali, definitive, ma anche le più divertenti.

1° Regola:  se siete “con noi” , con quello lì non ci dovete parlare!

Risposta: Noi parliamo con chi cazzo vogliamo e i nostri amici ce li scegliamo noi.

2° Regola: ci dev’essere un piano culturale condiviso da noi e vi mettiamo a disposizione tutte le nostre forze, politiche soprattutto. Quindi prima di fare qualsiasi passo dovete avvisare, se vi muovete da sole vi molliamo. CI SI MUOVE IN BRANCO.

Risposta: Anche noi abbiamo un piano culturale, giacchè facciamo cultura. Noi abbiamo amici sia a sinistra che a destra, che credono nel lavoro che facciamo ma non vogliamo prendere decisioni politiche, vogliamo fare il nostro lavoro e basta.

Controrisposta: e ma non è così…io vi presento tizio caio sempronio e voi?  Come minimo lo coinvolgete nelle vostre cose, nei festival, negli eventi  ecc ecc.

3° Regola: se qualcuno osa criticare o minimante attaccare  pubblicamente qualcuno dei “nostri” , tutti noi, voi comprese,  dovrete eliminarlo completamente dai contatti.

Mai farvi vedere in pubblico con queste persone, e rompere tutti i rapporti con le persone di raccordo o al massimo, avvisarle.

Risposta: Non ci piacciono i complotti, mai fomentati e mai appoggiati nemmeno alle elementari, figuriamoci in età adulta.

Impossibile da digerire . No grazie. Grazie di tutto e arrivederci, non fa per noi.

Chi lavora nella cultura e si sente estraneo da queste dinamiche, è un nostro amico.

Guardateci bene, perchè noi non dobbiamo MAI abbassare lo sguardo quando incontriamo qualcuno, o far finta di non vedere, per non salutare.

Vergogna…

Un vecchio proverbio dice: ” Se vuoi conoscere profondamente un uomo, guarda i suoi amici”.

I nostri amici, sono come noi. Liberi e incredibilmente talentuosi, anche se questo non lo scrivono tutti i giorni sul giornale, anzi qualcuno in questa città, il più delle volte se lo dimentica di scriverlo.

I nostri amici, colleghi e collaboratori che ruotano attorno alla nostra vita,  e noi intorno alla loro, sono come noi.

Sono liberi di lavorare con chi scelgono e di fare ciò che vogliono, e ogni volta che ci rincontriamo siamo sempre TUTTI più bravi di prima, ed è un piacere rincontrarsi.

Essi sanno che:

Non c’è promozione o articolo o recensione che possa COMPRARE l’emozione dello spettatore.

Niente.

Non c’è pubblicità che possa sovrastare il giudizio del pubblico.

Il pubblico è sovrano.

Di amici ne abbiamo pochi…selezionatissimi, ma di pubblico…ne abbiamo molto!

Grazie a tutti,

LE LUCIDE.

About gianlucafloris

"gianlucafloris" punto "me" "gianlucafloris" dot "me"
Gallery | This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s