Gianluca Medas fa una provocazione ma sbaglia bersaglio – Peccato davvero

Gianluca Medas ha fatto un’intervista al quotidiano online CagliariPad nella quale giustamente denuncia la drammatica situazione del teatro regionale. Ma se la prende utilizzando una serie di provocazioni sul Lirico di Cagliari. Sull’argomento Gianluca finge di essere esperto e inanella una serie pietosa di inesattezze e di leggerezze disinformate da lasciare a bocca aperta.

Ne evidenzio alcune e cerco di rispondere.

“L’ente lirico è una azienda, visti i buchi di bilancio che ha prodotto in questi anni dovrebbe chiudere. Lo fa l’Alcoa perché non l’ente lirico?”

L’Ente Lirico, che da tanti anni ormai si chiama Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, è sostenuto al pari delle altre fondazioni dai soldi pubblici. L’Alcoa è privata. Il Lirico di Cagliari ha prodotto debiti perché gestita male, ma di suo di debiti non ne produce, se ben amministrata.
La domanda logica dovrebbe essere: “perché devo utilizzare i soldi pubblici per salvare l’Alcoa che è privata?”

Il Lirico di Cagliari fa parte del sistema nazionale dei teatri lirico sinfonici che servono a mantenere il patrimonio nazionale dell’Opera che, come sai, come e più di Pompei e degli Uffizi, è veicolo nel mondo di conoscenza del nostro patrimonio culturale. Gli italiani si sono inventati l’Opera Lirica e in tutto il mondo si spendono dei soldi per mantenerla. A maggior ragione lo fa l’Italia. La Lirica è uno spettacolo molto dispendioso da mettere in scena ecco perché abbisogna di soldi pubblici per essere mantenuto in piedi.

“Un’azienda che produce debiti che devono pagare i cittadini, va perlomeno aggiustata. I prezzi che circolano per ingaggiare cantanti, direttori d’orchestra, registi, ecc. sono “drogati” dalle varie agenzie, e dai procuratori, un po’ come nel calcio.”

Ma lo sai Gianluca quanto prendo io cantante oggi rispetto a cinque anni fa? Ma lo sai, Gianluca, a che prezzi sono venuti cantanti di fama e direttori nelle ultime stagioni del Lirico? Ma lo sai che il mio agente lo pago io e non il Teatro che mi scrittura? No che non lo sai, se no non avresti detto questa corbelleria basata su dicerie qualunquiste ripetute da tutti a mo’ di mantra.

Queste sono stupidaggini qualunquiste che non ti fa onore dire. Io sono un artista lirico che canta e fa regie. I teatri cercano di scritturarmi perché sono bravo, non perché sono accozzato. Il mio cachet è frutto di contrattazioni e dei miei 21 anni di carriera, non è una elargizione. Io sono un professionista e come me sono professionisti i miei colleghi di tutto il mondo che fanno questo mestiere. Cosa è questa levata di scudi contro quelli che fanno il mio mestiere? Vuoi che nel Lirico della mia città ci vengano a cantare i dilettanti e i ragazzini da saggio scolastico?. Non ho capito dove vuoi arrivare perché quello che dici, oltre che ingiusto, è assolutamente campato per aria.

“sarebbe bello sapere dove sono andati a finire due anni di soldi stanziati dal MIBAC, almeno 4 milioni di euro e gestiti dall’ente lirico. Chissà se la finanza ci ha messo il naso?”

I casi sono due: o spieghi bene bene bene di che cosa parli e vai a fare un esposto alla Procura della Repubblica (lo puoi fare anche anonimo), o se no queste sparate non hanno senso. Il Lirico di soldi ogni anno dal Mibac riceve 9milioni di euro. Sono soldi non disponibili. Scordati che sia possibile che il Mibac tolga 4 milioni dei nove dal Fus per darli alla Compagnia Figli d’arte Medas. Sono soldi che lo stato dà per l’Opera Lirica, per mantenere questo partimonio di tutti. Sappi che anche altri Stati lo fanno: la Germania, la Francia, l’Olanda, la Spagna, l’Inghilterra, ecc. ecc. E pensa che lo fanno per mantenere una cosa che abbiamo inventato noi italiani.
Poi il Lirico di Cagliari prende altri 8 milioni e mezzo di soldi dalla Regione Autonoma della Sardegna in virtù di una legge del 1979. Sappi che anche quei soldi non sono disponibili, nel senso che non possono venire stornati per essere dati alla tua compagnia. Sono vincolati al supporto della attività dell’unico Teatro d’opera stabile della Sardegna.
Poi il Lirico prende altri due milioni e passa dal Comune di Cagliari, che ha la presidenza del Lirico per legge. Lo fa per sostenere questa fabbrica di cultura che serve a tutti.
Di quali 4 milioni parli? Per quale progetto sono stati stanziati e non utilizzati? Diccelo perché tutti possiamo fare un esposto in Procura. Aspetto.

È un vero peccato che abbia detto tutte queste inesattezze Gianluca. Proprio ora che le battaglie di artisti e lavoratori hanno permesso il riordino dei conti del Lirico sotto la nuova presidenza di Massimo Zedda e con l’aiuto del Consiglio Regionale e dell’Assessorato di Sergio Milia. Proprio adesso che ci sarebbe stato bisogno di stringerci tutti insieme per una battaglia giusta, quella contro il taglio dei contributi regionali, tu invece vuoi fare la sparata provocatoria sbagliando completamente obiettivo.

È un vero peccato. Davvero lo penso.

Gianluca Floris

P.S.
Era il 22 maggio scorso che scrivevo questa nota, mi pare sia il caso di ribadirla perché ogni tanto qualcuno insiste.

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