Contributi alla cultura del Comune di Cagliari. Cinque obiezioni e una proposta.


Allora commentiamo qui nel dettaglio il regolamento comunale vigente per i contributi per attività culturali e di spettacolo ancora vigente dal 2003, anno della sua approvazione e sulla base del quale (mi auguro) sono stati dati i contributi nel nono mese di quest’anno. Si parla del fatto che sia quasi pronto il nuovo regolamento che comunque, dico io, sarebbe stato logico approvare PRIMA di deliberare i contributi di quest’anno. O sbaglio?

In maniera sibillina è stato detto che i contributi di quest’anno sono stati erogati sulla base delle linee (ancora sconosciute) del nuovo regolamento. E che gioco è? Tieni segrete le carte sulla base delle quali fai le erogazioni dei contributi? Comunque, fino a prova contraria, è questo il regolamento in vigore ancora adesso ed è su questo che si deve ragionare. “Faremo”, “avremo”, “approveremo” sono tutte intenzioni sul futuro. Il presente è questo.

Analizziamo quindi il regolamento e le scelte che sono state fatte da questa amministrazione per i contributi nell’anno 2012 in corso (a settembre).

Innanzitutto le tre fasce:
a. Contributi per manifestazioni di grande portata da inserire nella programmazione annuale di eventi culturali e di spettacolo;
b. Contributi per manifestazioni di media entità a carattere promozionale per enti associazioni culturali;
c. Piccoli contributi a carattere promozionale per associazioni culturali, comitati festeggiamenti, associazioni di volontariato.

Quindi esisterebbero solamente grandi manifestazioni, manifestazioni a carattere promozionale e piccoli contributi per associazioni e comitati.

Ecco la prima obiezione: non vengono considerati come notevoli gli interventi di laboratorio e di educazione culturale che si svolgono nei quartieri con durata di due, tre sei mesi. A mio avviso grande attenzione andrebbe data nell’elaborazione del nuovo regolamento, a tutti quei progetti che esulano dalla logica dei “grandi eventi”. Sarebbe una vera discontinuità rispetto al passato.

Seconda obiezione:
È insostituibile il supporto da dare ai grandi appuntamenti della cultura in città: Marina Café noir, Tuttestorie, Leggendo Metropolitano, Karel, Jazzexpo, CEDAC e mi scuso se dimentico qualcuno. Ma allora perché qualcuno di questi è stato bollato in fascia B come “Manifestazione di media entità”? Parlo ad esempio di Leggendo Metropolitano che ha portato sempre a Cagliari personaggi di grandissima caratura come qualche premio nobel o come (quest’anno) Massarenti il creatore del Manifesto per la Cultura del Sole 24 ore? E ancora Moni Ovadia e tanti altri che hanno partecipato alle serate tematiche della rassegna di letteratura? Cosa si intende per “media entità” della manifestazione? E soprattutto CHI decide che quella è media entità e in base a quali criteri? Occorre trasparenza soprattutto in questo e occorre che il nuovo regolamento ci metta una pezza.

Terza obiezione:
l’Art.4 per la fascia A parla di canale privilegiato per chi ha un progetto economicamente sostenibile. Quindi per chi (poniamo) volesse fare un intervento di inclusione multiculturale in un quartiere cittadino, poniamo, ha meno possibilità di accedere ai contributi di una società strutturata commercialmente. E dove è la posizione “di sinistra” di questa decisione? In che senso si procede verso una apertura a tutte le fasce sociali della fruizione culturale?  Perché non posso presentare un progetto da 60mila euro per l’inclusione sociale volto alle fasce disagiate per il quale al Comune chiedo di contribuire con una somma importante? Così dalla fascia A escludiamo a priori interventi che sarebbero importanti e che difficilmente potrebbero vedere sponsor o economie di rientro. Sarebbe come dire che ogni scuola elementare o presidio sanitario “deve avere un bilancio in attivo”. Non mi pare atteggiamento virtuoso, questo. Da cambiare quindi.

Quarta obiezione:
L’Art. 5 relega gli interventi importanti come quelli nei quartieri a questa fascia B con massimo 10mila di contributo. A riprova della obiezione precedente interventi come questi non possono ambire ad un contributo maggiore di 10mila euro. Questo è sbagliato. Un progetto merita interesse e sostegno in base alla sua ricaduta sul territorio NON ECONOMICA, perché se continuiamo con questa storia che l’intervento culturale deve essere basato sulla partita doppia non ne usciamo e non rilanciamo lo stato della nostra città. Abbiamo il coraggio per fare questo passo avanti?

Quinta obiezione:
Art 6 e quindi fascia C. Si parla di manifestazioni a scopo benefico e di animazione. Con che criteri vengono dati in questa fascia contributi a progetti che sarebbero dovuti entrare in altre fasce? Parlo solo delle cose che conosco personalmente come il contributo a Lucidosottile (compagnia teatrale di caratura nazionale) e della Associazione DonChisciotte che si occupa di inclusione sociale a Villanova e che ha presentato un progetto ben più vasto? Poi ci sono altri casi scandalosi di progetti importanti per la città da 15mila euro richiesti e portati in fascia C dei quali non posso e non voglio parlare. E queste sono scelte fatte quest’anno da questa amministrazione sulla base di questo regolamento vigente.

Un suggerimento: Dare duemila euro a chi ha fatto un progetto da 15 mila non ha senso. Meglio privilegiare meno progetti ma sostenerli maggiormente con contributi più sostanziali.
I soldi pubblici per la cultura non sono una lotteria dove si vince o si perde. Vogliamo uscire una volta per tutte da questa logica? Gli interventi di cultura e spettacolo culturale sono educazione permanente per i cittadini, oltreché un loro diritto. Stiamo attenti che i soldi pubblici vadano a vantaggio dei cittadini e sosteniamo i progetti più importanti e impattanti sul territorio comunale.

Possibile che non si capisca che i soldi dati alle attività culturali sono la maniera che ha il Comune per raggiungere tutti i cittadini con interventi di spessore? Sono soldi che tornano alla città. Basta con questo atteggiamento da publitalia di considerarli solo come soldi dati agli operatori ad personam.

Tre fasce: 3omila, 20mila e 10mila euro in base alla rilevanza culturale e sociale del progetto.
Ma, per favore, smettiamola di dare duemila euro a progetti che hanno richiesto un contributo di dieci volte superiore. Duemila euro possono servire solo per una pesca di beneficenza o per una festa in maschera. Gli interventi culturali sono altra cosa.

Gianluca Floris

About gianlucafloris

"gianlucafloris" punto "me" "gianlucafloris" dot "me"
Gallery | This entry was posted in Uncategorized and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s