Lettera aperta della Coop CARPE DIEM che rinuncia ai contributi comunali.

In ordine alle polemiche scatenatesi all’indomani della pubblicazione degli importi dei contributi comunali alle attività culturali, gli amici di Carpe Diem prendono una forte posizione: rinunciano all’esiguo contributo stanziato e invitano il comune a utilizzarlo per le scuole o in progetti alternativi.

Ecco il testo:

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A
Massimo Zedda
Sindaco del Comune di Cagliari
Dott.ssa Enrica Puggioni
Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari
Dott.ssa Francesca Ghirra
Commissione cultura del Comune di Cagliari

Di seguito il testo della comunicazione che trasmetteremo formalmente al Comune e che intendiamo divulgare come “ lettera aperta” per condividere pubblicamente la nostra opinione e posizione nella speranza di contribuire ad un dibattito e stimolare altri interventi.

Egregio Signor Sindaco, gentili Assessore e responsabile della Commissione cultura è nostra intenzione non accettare il contributo concesso alla Coop. Progetti Carpe Diem in quanto, al di la della consistenza finanziaria, riteniamo sia il frutto di una vecchia e negativa logica di finanziamenti a pioggia contraria alla vera volontà di operare delle scelte in direzione di una programmazione culturale.
Ci verrebbe da scrivere istintivamente che, nonostante questi siano tempi in cui abbiamo capito che da “precari” siamo diventati “poveri e basta” non abbiamo bisogno di “elemosine agli artisti bisognosi” . Obolo concesso il cui utilizzo dovrà poi ( in base ad un regolamento non aggiornato) dovrà essere giustificato in un bilancio enormemente più alto) .
Ma, in realtà, non accettiamo il contributo perché pensiamo che quelli indirizzati a noi come a molte associazioni siano soldi SPESI MALE e INUTILMENTE , soldi che , in quella entità, potrebbero essere utilizzati in maniera molto più efficace per altro.
Abbiamo presentato a dicembre scorso una richiesta di contributo per l’attività costante e qualificata a livello nazionale della Casa delle Storie di Cagliari e per un progetto di produzione in residenza che avrebbe coinvolto quattro autrici sarde in altrettante scritture originali per messe in scena in diversi spazi di Cagliari da valorizzare e promuovere attraverso il teatro nella speranza che questa Amministrazione “ scegliesse” in base a una griglia di criteri qualitativi ( esperienze precedenti, curriculum, obiettivi del progetto, artisti coinvolti, capacità organizzativa, obiettivi, piano della comunicazione e della promozione del pubblico). Griglia che in nove mesi non era difficile da definire ( sarebbe bastato“copiare” quelle di molti bandi europei).
Ci illudevamo che l’Amministrazione, con una visione diversa da quella delle Amministrazioni precedenti, potesse scegliere il nostro progetto ma anche mettevamo in conto che potesse escluderlo perché altri progetti avevano maggiore valore o “punteggio” ( sempre sulla base di criteri che ci illudevamo esistessero).
E invece, viste le decisioni formalizzate nella delibera, ci siamo resi conto che non i progetti ( Fascia A B C) sono stati scelti ma i soggetti proponenti e facciamo sinceramente fatica a capire in base a quali criteri ( la storicità? La confidenza? La capacità di relazioni pubbliche? L’agire in luoghi più visibili e frequentati di altri?).
Lo scegliere i soggetti invece che i progetti ci sembra vada in direzione opposta da quanto annunciato più volte da questa amministrazione che non può continuare in campo culturale a sostenere il proprio agire “nuovo” sulla base dell’ età anagrafica dei propri amministratori e sulle buone intenzioni espresse nei documenti programmatici e in oceaniche adunate . L’identità del soggetto proponente ( con un dimostrazione supportata da una esperienza documentata e verificabile) può essere uno sei criteri adottati ma non può essere il solo.
Ci chiediamo, a questo punto, se il Comune non senta il dovere di divulgare almeno la sintesi di tutti i progetti presentati e le valutazioni relative sulla base delle quali sono stati concessi i contributi.
In conclusione ribadiamo la nostra rinuncia al contributo a meno che questo non possa essere investito in una piccola e significativa e sostanziale e utile attività rivolta , ad esempio, ad una scuola o alla promozione della cultura fra le nuove generazioni e quindi svincolato dal progetto e dal bilancio presentato.
Invitiamo, in caso contrario, il Comune a utilizzare la stessa cifra a favore di un’azione efficace ( buoni libro? Sostegno ad un ragazzo di talento la cui famiglia ha pochi mezzi? Sostegno ad una seria attività amatoriale che non abbia pretese di finto professionismo? Altro?)
Invitiamo inoltre gli altri soggetti che hanno ricevuto i contributi a riflettere sullo spreco causato dalla somma di tante piccole risorse sparse inutilmente in decine di rivoli e a comportarsi di conseguenza.
Salutiamo con un senso di profondo disagio augurandoci che prima o poi questa città possa verificare l’esistenza di una effettiva soluzione di continuità rispetto alle precedenti amministrazioni nella pratica della programmazione culturale.

p. Cooperativa Progetti Carpe Diem
Maria Aurora Aru
Franco Marzocchi

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Sullo stesso argomento potete leggere qui:

– “C’è la crisi? Allora più fondi alla cultura. Non meno.”
– “Contributi alla cultura del Comune di Cagliari. Cinque obiezioni e una proposta”

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