Mi fanno domande pressanti sul problema delle Fondazioni Liriche. E rispondo.

Sul mio post “Quello che nessuno vi ha mai detto sulle Fondazioni Lirico Sinfoniche“, due lettori hanno postato delle domande importanti sul problema.
Rispondo punto su punto.

Luigi Zacco mi scrive:

Sono d’accordo, ma fino ad un certo punto. Perché, ad esempio, non si ripropongono mai in Italia, come in Germania o Austria, produzioni del passato riuscite? E perché questo esubero ovunque, nelle Fondazioni Liriche, di personale? E perché manca un supervisore che accerti, per ogni teatro, la bontà del lavoro svolto in relazione ai costi di produzione??
Grazie per l’attenzione Luigi

gianlucafloris risponde:

1 – “Perché non si ripropongono mai in Italia, come in Germania o Austria, produzioni del passato riuscite?” Risposta: Questa è una delle battaglie che noi artisti assieme ai lavoratori dei teatri stiamo portando avanti. La risposta dettagliata a questa sua domanda la trova cliccando questo link https://costruiresumacerie.org/2012/06/10/come-affogare-nei-debiti-una-fondazione-lirico-sinfonica-italiana/

2 – “E perché questo esubero ovunque, nelle Fondazioni Liriche, di personale?” Risposta: gli esuberi di personale, laddove ci sono, sono nei settori non legati al settore artistico e tecnico di produzione. Si tratta di persone che occupano posti in uffici e si tratta di persone “protegé” dei vari politici. il settore tecnico è ovunque in difetto di personale e non in esubero. Ad esempio il teatro Lirico di Cagliari ha l’organico artistico più piccolo d’Italia e non può mettere in scena le opere di repertorio italiano romantico e post romantico senza fare ricorso a assunzioni di precari.

3 – “E perché manca un supervisore che accerti, per ogni teatro, la bontà del lavoro svolto in relazione ai costi di produzione?” In realtà la supervisione di queste cose la dovrebbe fare il CDA e il collegio dei revisori. Sul perché non si faccia, lascio a lei immaginare e la rinvio al medesimo link che le ho messo più sopra. Per quanto riguarda me, ho detto fino alla nausea che i teatri devono essere gestiti con budget blindati e verificabili immediatamente a consuntivo e in corso d’opera della stagione.

Michele mi scrive:

Bravissimo Gianluca! Sono in tutto e per tutto daccordo con cio’ che scrivi.
Pero’ tu parli di “compagini stabili” o meglio di maestranze stabili che lavorano in teatro.Credo di capire che nessuno, ivi incluso il nostro legislatore incompetente , metta in dubbio che che le maestranze chiamate a lavorare in un’orchestra e un coro (in un teatro) siano sempre composte dagli stessi elementi. Credo che nei teatri si continuerà ad usare gli stessi elementi ma con formule contrattuali discontinue legate alla stagionalità della produzione. In pratica, perchè pagare gli stipendi dei tecnici quando il teatro programma una stagione sinfonica?Perchè pagare gli stipendi ad un’orchestra quando il teatro ospita uno show di Broadway?Perchè pagare un coro quando si da in scena un balletto?Denaro e pubblico per giustificare un teatro che produce piu’ spettacoli di diverso genere durante una settimana non ce ne è a sufficienza.Quindi via alla “somministrazione del lavoro” discontinuo. E con la crisi che è ormai dilagata, il legislatore meschino , sa bene che nessun lavoratore del teatro abbandonderà il proprio posto di lavoro, anche se magari ridotto a pochi mesi perchè non trova niente altro di meglio da fare.

Non voglio fare lo schizzinoso ma il problema vero, secondo me, va visto da un’altra angolazione. Nemmeno voglio fare dell’appartaid ma secondo me sarebbe davvero il caso di cominciare a ragionare su un contratto ad hoc per i musicisti, separato dalle logiche “tecnocratiche” degli enti lirici. in cui lavorano. Come del resto hanno in tutti i paese dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.
Sarebbe anche il caso di arrivare ad avere un SINDACATO unico dei musicisti come in Inghilterra o in USA che unisca tutti coloro che cantano o suonano professionalmente, qualsiasi genere musicale esso sia.

gianlucafloris says:

Rispondo anche a te, Michele.

1 – “In pratica, perchè pagare gli stipendi dei tecnici quando il teatro programma una stagione sinfonica?”
Risposta: Anche una stagione sinfonica prevede l’utilizzo di tecnici. Elettricisti, fonici e addetti al montaggio e allo smontaggio della camera acustica, dei praticabili necessari. Per quanto riguarda la sartoria, attrezzeria e il reparto scenotecnico, anche mentre sono in scena programmazioni sinfoniche, dovrebbero lavorare alla produzione dei materiali delle opere in programmazione ventura.

2 – “Perchè pagare gli stipendi ad un’orchestra quando il teatro ospita uno show di Broadway?”
Risposta: Infatti secondo me un teatro con orchestra e coro stabili non dovrebbe ospitare organici esterni. E nel caso che dovesse accadere, vale lo stesso discorso che al punto precedente. Orchestra e coro per andare in scena hanno bisogno di preparare gli impegni futuri con prove quotidiane. Quindi mentre va in scena “The Phantom of The Opera” con un organico ospite, loro sarebbero in sala prova a preparare i prossimi concerti e le prossime opere. È difficile da spiegare a un non addetto ai lavori, ma le orchestre e i cori non lavorano solo quando vanno in scena. Sarebbe cura di una direzione artistica responsabile e competente, infatti, programmare attività in decentramentoo in house durante i periodi di poco utilizzo.

3 – “Perchè pagare un coro quando si da in scena un balletto?”
Risposta: Posto che vale anche qua il discorso delle prove, io sono fermamente convinto che il coro, quando non impegnato (come nell’esempio del balletto) dovrebbe dar vita a spettacoli corali in modo da offrire continuità di prestazione sia nelle prove che negli spettacoli. Sia in teatro negli altri spazi disponibili, che sul territorio.

4 – “Denaro e pubblico per giustificare un teatro che produce piu’ spettacoli di diverso genere durante una settimana non ce ne è a sufficienza”.
Risposta: La Fondazione Lirico di Cagliari ha a disposizione più di 22milioni di fondi pubblici di cui solo 14 milioni vengono impiegati per gli stipendi. Ci sono i soldi a sufficienza per offrire spettacoli gratuiti e a pagamento tutte le settimane dell’anno. Poi i dati dello spettacolo dal vivo, sul fatto che non ci sia abbastanza pubblico, dicono che è vero il contrario. Sia perché è provato che una maggiore offerta stimola una maggior propensione al consumo di spettacoli, sia perché un’orchestra e un coro pagati per dodici mesi potrebbero offrire una messe di spettacoli gratuiti sul territorio e nello stesso teatro. Penso agli spettacoli per le scuole, per gli studenti e per gli anziani.

5 – Sui contratti da fare per i dipendenti non mi esprimo. Sono in corso delle contrattazioni nazionali che si stanno occupando di modifiche al settore. Io mi riferisco solo alla situazione attuale con le leggi presenti che NON CONSENTONO di derogare al ccnl di categoria, quindi il Lirico di Cagliari deve attenersi alle leggi vigenti.

6 – Sul sindacato dei musicisti italiani io sono da anni impegnato con i miei colleghi perché si arrivi alla sua costituzione e molti passi sono stati fatti.

Gianluca Floris

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