La devastazione più grande del nostro Paese è questa

Togliatti

Lo scrivo qui perché è un problema culturale dei nostri tempi. Una maceria culturale sulla quale ricostruire il nostro Paese. Un tumore culturale le cui metastasi sono arrivate fino ai nostri enti locali, fino a permeare molte forze anche di estrema sinistra.

A mio avviso la più grande devastazione che ci hanno lasciato questi anni di berlusconismo è l’aver perso fiducia nel dialogo, nella mediazione, nell’accordo, nella contrattazione politica.

Una forza politica che dialoga e contratta con un’altra per raggiungere (poniamo) la formazione di una maggioranza necessaria alle urgenze del paese, viene considerata operazione di “inciucio”, “pastetta” e via così con altre aggettivazioni tutte negative.

Berlusconi è riuscito nella devastazione culturale più grave: convincerci che trovare un accordo, una mediazione, sia una cosa sbagliata e negativa.

Peccato che nessuno nella nostra Italia di oggi possa governare politicamente da solo. Nessuno avrà i numeri per governare solo con il proprio partito. Peccato che tutte le formazioni politiche ragionino e concionino come se all’indomani delle elezioni potessero governare da soli e soprattutto come se fossero loro ad avere le soluzioni in tasca addirittura della crisi mondiale. Lo fanno tutti tranne il centrosinistra, ad essere onesti.

Sembra quasi che governare da soli sia diventata una cosa addirittura auspicabile. Governare da soli si può, certo. Ma si chiama dittatura. Per governare un paese in democrazia bisogna occuparsi di mediazione, di confronto, di dialogo.

Gianluca Floris

 

 

 

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4 Responses to La devastazione più grande del nostro Paese è questa

  1. La politica è mediazione.

  2. Neo Anderthal says:

    Molto giusto.
    La politica è mediazione e -probabilmente- per lo stesso motivo è mediocre, almeno apparentemente. La moderazione, e il compromesso, anche tra obiettivi e pratiche, la sostanziano.
    Non a caso le dittature si nutrono di Eroici furori, sul piano simbolico, per accreditarsi, e non a caso l’estremismo è una malattia infantile anche secondo Lenin -non esattamente un moderato, comunque-.

  3. giancarlo says:

    Sacrosanto! Quanto hai ragione, Gianluca. Parlare, discutere, mediare: valido sempre e per tutte le stagioni.

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