Sempre più urgente puntare su una nuova politica culturale

Occorre ripartire dalla cultura, questo inizia ad essere chiaro a sempre più cittadini in Italia, anche se risulta ancora ostico da comprendere per chi ci governa a tutti i livelli e ai loro valvassini.
Siccome la politica deve ricominciare dai territori, deve riprendersi la credibilità sul terreno dei comuni e delle regioni, si delinea un’urgenza sempre più stringente: quella di ripensare all’intervento pubblico nel settore culturale.

1 – La amministrazione pubblica DEVE farsi carico della educazione e quindi della cultura dei cittadini. In primo luogo con la scuola e in secondo luogo con tutti gli strumenti atti a garantire il prosieguo del percorso educativo dei cittadini (biblioteche, teatri, iniziative altre, ecc.)

2 – La amministrazione pubblica deve privilegiare nel suo intervento le operazioni che garantiscono continuità di offerta culturale con special riguardo alle fasce economicamente e anagraficamente più deboli.

Da queste due importanti direttrici ne discende che:
a) – la amministrazione pubblica debba necessariamente abbandonare la politica dei “grandi eventi” nella cultura e nello spettacolo. Lo deve fare perché i grandi eventi (se lo sono veramente) si devono reggere sulle spalle degli imprenditori che li organizzano, senza utilizzo di fondi pubblici. I “grandi eventi” consumano molte risorse economiche e hanno poca ricaduta culturale sul territorio.
b) – che le principali risorse da impegnare dalle amministrazioni (oltre a quelle per l’assistenza sociale e i servizi, ovviamente) debbano essere destinate al settore cultura. Stanchi di segnalare tutti gli studi che lo indicano concordi, la spesa in cultura è in realtà un investimento che rientra in denaro alla comunità nel giro di poco tempo e per molto tempo.
d) – l’amministrazione si deve dotare di strumenti di valutazione artistica e di impatto culturale perché chi ha la legittimazione elettorale a guidare la macchina di governo, non sempre ne ha le competenze necessarie.

Ad esempio nella mia città, Cagliari, la giovane assessore dottoressa Enrica Puggioni, ha deciso di impegnare in un paio d’anni un milione di euro (più del doppio di quello che si stanzia per le attività culturali) per costruire una arena Grandi Eventi doppione di spazi già esistenti (la Fiera, il Parco della Musica) e di altri esistenti in un vicino futuro (Stadio Sant’Elia, Anfiteatro).

Questo accade perché l’amministrazione in carica nella mia città non percepisce come prioritario il ruolo della cultura nello sviluppo futuro del territorio.

Questo nella mia città è un chiaro esempio di uso delle risorse pubbliche che va nella direzione opposta a quelle che sarebbero le vere esigenze della cittadinanza di oggi, ma soprattutto di domani.

Occorre svilluppare una nuova consapevolezza politica. Occorre sviluppare un nuovo progetto politico cosciente appieno di un progetto di sviluppo. Un progetto che sia certamente globale che passi dalla politica energetica, a quella economica per arrivare alla politica culturale.

Gianluca Floris

About gianlucafloris

"gianlucafloris" punto "me" "gianlucafloris" dot "me"
This entry was posted in Uncategorized and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

One Response to Sempre più urgente puntare su una nuova politica culturale

  1. Reblogged this on Vigilare per difendere la democrazia and commented:

    Un’urgenza politica improcrastinabile

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s