Cose successe a Cagliari ma che riguardano il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti.

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Cosa è successo a Cagliari di così importante:
È successo che il 22, 23 e 24 novembre scorso, al centro Il Ghetto di Cagliari, si è tenuta una tre giorni che si intitolava “PazzaIdea“, nata da un’idea di LunaScarlatta (Emilia Fulli e Mattea Lissia) per parlare di libri, intelligenza creativa, innovazione, social media, cultura digitale. Insomma, una serie di incontri e workshop per fare il punto sulla creatività nel nostro tempo.

È successo che ci sono stati stati confronti e scambi di opinioni, di esperienze e di analisi da parte di giornalisti, scrittori, operatori della comunicazione, blogger e web-influencer. È successo che in quei tre giorni a Cagliari c’erano al Ghetto alcuni dei più importanti guru della comunicazione social in Italia che si sono confrontati con colleghi e operatori del settore.

È successo che a Cagliari Pazza Idea  è stato un vero think tank che ha contribuito al dibattito internazionale sulla creatività al tempo dei social-media, chiarendo e delineando le linee di sviluppo della nuova era della comunicazione.

È successo che si sono affrontati argomenti come il rap, la letteratura, la poesia, gestione della innovazione come connessione nuova di elementi noti, di narrazioni digitali, di nuovo umanesimo, di crisi e nuove opportunità, di twitter e degli altri social-media, di scrittura per la TV, di media-guru, di nuove frontiere della graphic-novel, di ironia e creatività e del gusto di leggere e di saper leggere.

Quali contenuti:
Parlare di creatività declinata in diverse maniere e intenzioni è stato il filo conduttore dei lavori. Nella mente di Emilia e Mattea (LunaScarlatta) in questo appuntamento si doveva fare il punto e ragionare su quali sono le maniere nelle quali la creatività si esprime nel mondo della comunicazione: dai social network alla musica; dai libri al marketing e in mille altri campi.

Sono emersi diversi filoni di ricerca e di dibattito che non si sono – ovviamente – esauriti durante gli incontri e i workshop, ma che animeranno il dibattito culturale italiano per i prossimi decenni. Si sono messi sul tavolo i temi portanti che saranno da tenere a mente nel dibattito futuro, dagli incontri sono emersi alcuni punti notevoli.

Innanzitutto è emerso come la creatività è e sarà ancora (sempre di più in futuro) un elemento imprescindibile della nostra società; perché è da sempre che la creatività è motore di cambiamento, di innovazione e di forza, perché solo con la creatività si può governare qualsiasi novità tecnica e sociale ci si presenti lungo il cammino. Come è sempre stato, peraltro.

È emerso anche come, con l’avvento della rete, si siano sviluppate all’infinito le occasioni di condivisione dell’esperienza e della narrazione (anche strettamente personale) causando, per la prima volta nella storia, una effettiva “democratizzazione” della narrazione con la possibilità per chiunque di mettere a disposizione le proprie produzioni creative o di analisi.

È emerso poi come la narrazione sia ancora – come storicamente è sempre stato – il veicolo principale di trasferimento delle informazioni e della cultura. È emerso che la narrazione che può essere di due tipi: di relazione, quando si tratta di due o più persone che si scambiano pareri, impressioni ed esperienze vissute; di contenuti, quando c’è una narrazione strutturata la cui fruizione sia da autore a lettore (es. libri, film, siti web).

Dalla tre giorni di Pazza Idea, inoltre, è scaturita forte l’esigenza di poter normare i contenuti pubblicati dagli utenti dei social media per poter estendere anche a questi ambienti il doveroso controllo sulla legalità e sulla civiltà delle espressioni condivise. Non possiamo insultare o minacciare una persona per strada, quindi non dovremmo poterlo fare nemmeno sul web. Anche questo si è detto.

È emerso soprattutto il fatto che oggi la condivisione del “meme”, sia esso una idea, una impressione o una semplice esperienza, sia diventata elemento irrinunciabile per qualsiasi attività di marketing o in ogni caso commerciale ed è emerso chiaramente il fatto che gli investimenti delle grandi aziende “consumer” vadano sempre più a studiare sempre nuove forme di condivisione fra gli utenti consumatori finali, a discapito dei “vecchi” investimenti pubblicitari.

Ma soprattutto a Pazza Idea è emerso che la stessa condivisione dei contenuti è diventata oramai la base stessa della nuova società. Una nuova società che si sta plasmando e modellando secondo il modello stesso dei social media. O forse sono i social che sono nati dalla esigenza nuova di condividere esperienze fra più persone possibile. Fatto sta che qualsiasi esperienza oggi esiste solamente se può essere condivisa all’istante e messa a disposizione di un pubblico sempre più ampio. Se no rimane esperienza intima e segreta che non può arricchire l’ “anima sociale” del nostro tempo.

La nuova frontiera della condivisione di qualsiasi cosa è emersa quindi come base sociale nuova, come primo mattone di una nuova società. Una nuova società dove la competitività non sia più l’elemento vincente e che lo stia diventando invece il valore stesso della condivisione e della relazione fra individui. La società “solida” di un tempo, dove l’eroe doveva illuminarsi come una stella proclamando la sua unicità, dove lo scrittore (ad esempio) era uno dei pochi a cui era permesso di esprimere la sua visione del mondo, ha perso di attualità e di giustificazione. Oggi, nel tempo della società “liquida”, la condivisione è il nuovo requisito richiesto a chi vuole abitare il proprio tempo. Stare assieme agli altri sempre più attivamente e sempre più interlacciati.

Questo è l’elemento più importante che è emerso da tutte le chiacchiere e tutti i confronti che si sono tenuti al Cenro Comunale di Arte e Cultura Il Ghetto a Cagliari durante la tre giorni di Pazza Idea.

Quale importanza per Cagliari di questa iniziativa:
Il fatto che questa iniziativa si sia tenuta a Cagliari è un grande risultato per il nostro territorio. Abbiamo avuto la conferma che Cagliari continua a essere un laboratorio creativo, che è capace di confrontarsi e di fare rete con il resto del mondo senza chiusure, senza fanatismi e senza complessi di inferiorità o di superiorità.

La rinascita culturale di Cagliari è cominciata nei primi anni ottanta, quando l’attività culturale e di spettacolo in città cominciò a coinvolgere migliaia di giovani nel confronto con le grandi realtà artistiche europee. La rinascita è poi continuata con la fecondazione di tante realtà teatrali, musicali, di danza e di ricerca che hanno iniziato a operare sul nostro territorio, dopo essersi formate in giro per il mondo a contatto con le più grandi eccellenze.

Quando l’IED poi aprì i suoi corsi anche a Cagliari, alla fine degli anni ottanta, una generazione di grafici e di fotografi cagliaritani prese il volo: artisti e professionisti che hanno lavorato e si sono confrontati in tutto il mondo e che ancora operano ai più grandi livelli qualitativi internazionali.

E quella energia straordinaria di quel fortunato periodo, ha fecondato il nostro territorio anche nel passato recente, quando siamo stati la terra che ha visto per prima nascere il web e le realtà ad esso connesse con il primo provider italiano VideoOnLine. Siamo stati una terra dove la creatività è riuscita a creare e a formare persone e aziende.

Ed ora è in questo humus ancora fertile – nonostante questo momento terribile di trapasso storico per il Paese e per l’Europa tutta – che Pazza Idea è nata, espressione autentica delle potenzialità e della potenza reale delle menti creative presenti nella nostra città e capaci di attrarne altre da tutto il resto del mondo e di creare connessioni.

Si tratta di occasioni da ripetere, con modalità sempre nuove e sempre sorprendenti. Un laboratorio annuale che ragiona sulla creatività e le sue diverse coniugazioni, sull’arte e su come l’arte aumenta i contenuti della realtà, fecondando e innovando costantemente la maniera di vedere il mondo.

Pazza Idea è stato un momento di straordinaria ricchezza e di splendida promozione della nostra città. La sua spinta propulsiva si vedrà nel seguito di altre iniziative che i partecipanti sapranno sviluppare e coordinare in futuro.

La ricchezza di un territorio non sono le fabbriche o i ristoranti che su di esso insistono, ma la creatività dei suoi cittadini e la loro resilienza. Senza queste due doti nessuna società potrà mai sopravvivere a sé stessa.

Queste qualità sono presenti sul nostro territorio. Mattea Lissia, Emilia Fulli e i tanti altri che hanno permesso questa tre giorni lo hanno dimostrato a Cagliari con la grande riuscita di Pazza Idea.

Gianluca Floris

 

 

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