Un ragionamento urgente sul patrimonio artistico e culturale. Mi aiutate a condividerlo?

OroGhiberti

Questa è una notizia che mi ha suscitato un ragionamento che credo meritevole di essere fermato in queste pagine.

Al prestigioso centro di restauro Opificio delle Pietre Dure, durante il restauro della porta nord del battistero di Firenze, hanno scoperto che le figure scolpite dal Ghiberti erano e sono ricoperte da una patina d’oro che ne esalta la straordinaria raffinatezza e abilità di realizzazione.

Una notizia che ha emozionato i restauratori e che ha inorgoglito Firenze e l’Italia tutta. La grande tradizione artigianale, artistica e culturale dell’Italia è uno dei patrimoni mondiali più ingenti e importanti.

E il pensiero che mi è sovvenuto è questo: c’è stato un tempo, durato più o meno due millenni, nel quale i potenti e i ricchi nella nostra penisola avevano a cuore l’abbellimento delle città e del territorio; con affidamento ad artisti e artigiani di importanti opere murarie e decorative, con il mantenimento delle attività di poeti e letterati, con il mantenimento di musici e di altri artisti come danzatori e attori.

Insomma c’è stato un lunghissimo periodo storico durante il quale chi deteneva il potere economico, finanziario e militare, non dimenticava mai di diffondere il meglio che l’arte e la cultura di allora potessero offrire. Una diffusione che non era solo per il chiuso delle corti, ma anche e soprattutto per i luoghi pubblici come chiese e piazze, come le facciate dei palazzi sulla pubblica via o le infrastrutture civili come i ponti sui fiumi o le logge dei mercati.

Mi è venuto in mente che lo splendore massimo della civiltà italiana era quando i potenti, i ricchi e i governanti spendevano in bellezza, in arte e in cultura. E mi è venuto in mente che se oggi le nostre città d’arte e di cultura rimangono grandissimi attrattori di turismo e di investimenti, è per il fatto che dette città sono state abbellite da chi ne aveva le disponibilità economiche.

Voglio dire che se – ad esempio – Roma, Firenze e Venezia continuano a mantenere grandi valori immobiliari a vantaggio dei cittadini proprietari, è perché nel passato qualche potente ha pensato di abbellire quelle vie e quelle piazze con opere d’arte immortali. Quelle azioni sono ancora oggi fonte di sostentamento per i cittadini e per un enorme indotto.

E quindi ho pensato che l’arte, la bellezza e la cultura devono tornare ad essere un valore anche in questa Italia da ricostruire e da risollevare. Ho pensato che ci dobbiamo investire di più, che dobbiamo una volta per tutte liberarci degli amministratori che ritengono l’investimento in cultura non urgente e i soldi ad essa destinati come “finanziamenti ai soliti privilegiati”.

Abbiamo bisogno di una nuova responsabilità politica da parte di governanti e amministratori. Abbiamo bisogno di valorizzare l’enorme patrimonio culturale che ancora abbiamo in ogni punto del Paese.

Liberiamoci degli amministratori che non capiscono il valore civile ed economico della cultura e che continuano ad affondare le nostre città, le nostre regioni ed il nostro Paese. Facciamolo con urgenza.

Questo ho pensato, leggendo questa notizia. Aiutatemi a condividere questo post.

 
Gianluca Floris

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