L’arte e la politica. #SAR2014

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I cuccioli di uomo nella loro infanzia ballano, cantano, disegnano senza che nessuno li forzi a farlo. Lo fanno tutti i bambini di ogni parte del pianeta. Osservarli mi ha sempre riempito di gioia, e credo che succeda lo stesso a chiunque.
L’espressione artistica – sia nella rappresentazione del mondo osservato che nella creazione di fantasia – è infatti caratteristica propria dell’essere umano. Di ogni essere umano. Esprimersi attraverso l’arte è, in sostanza, quello che ci differenzia dalle bestie.

Fruire l’arte, poi, è anch’essa caratteristica peculiare dell’essere umano, il quale riceve la comunicazione artistica direttamente rivolta al suo più intimo riconoscersi parte dell’umanità.
Tutte le bestie nascono, crescono, mangiano, si riproducono e muoiono. Molte bestie devono lavorare per rimanere in vita. Solo l’essere umano ha nella sua natura la capacità di esprimersi con modalità artistiche. Solo l’essere umano ha la capacità di rappresentare il mondo reale, i mondi immaginari o il mondo passato attraverso l’arte.
Solo l’essere umano ha la capacità di utilizzare la tecnica per la creazione di opere d’arte. Solo l’essere umano ha la capacità superiore di fruire di un’opera d’arte.

Non a caso la cultura dell’uomo è testimoniata dalla sua capacità di agire l’arte. Dalle pitture rupestri alle installazioni di Cattelan le culture umane nella storia (sin dalla preistoria) si sono espresse attraverso espressioni artistiche.

Difendere l’arte – quindi – è difendere quello che c’è più profondo nell’essere umani. Preservare le tecniche acquisite e poter fruire del maggior numero di espressioni artistiche è come conservare la testimonianza profonda di quello che realmente siamo: esseri umani.

Quindi non può esistere nessuna politica completa che non si occupi dell’arte, testimonianza della cultura presente, passata e futura.

Una politica attenta solo al semplice sostentamento dei bisogni primari, quindi, può anche essere adatta per le comunità di bonobo o per i castori, ma una politica agìta per gli esseri umani deve forzatamente occuparsi anche di arte e quindi di cultura.

Occuparsi solo ed esclusivamente di bisogni “primari” solo rivolgendosi al lavoro e alla salute è erroneo, se non si include anche il diritto all’arte e alla cultura PER TUTTI.

Infatti i bambini di tutto il pianeta ballano e cantano anche in zone di guerra e in terre dove soffrono di malattie e malnutrizione. Sono i cuccioli di uomo che in questa maniera gridano la loro esistenza, proclamano il fatto che sono vivi, e che sono esseri umani. L’arte è esigenza primaria come il cibo, come l’istinto sessuale.

Una politica rivolta all’uomo si occupa anche di arte, agevola la formazione dei futuri artisti, agevola l’attività degli esistenti e si cura delle fabbriche di arte. Se no è una politica da animali.

Gianluca Floris

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