Gli uffici di gabinetto formati da iscritti nelle liste di disoccupazione – Secondo me è sbagliato.

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Secondo me il ruolo di una amministrazione o di un governo non è quello di assumere persone direttamente, ma di creare i presupposti nella società affinché uno sviluppo sostenibile torni a creare posti di lavoro.

Quindi, sempre secondo me, ogni ministero, come ogni assessorato, non deve direttamente assumere persone, ma amministrare al meglio la cosa pubblica creando questo presupposto e offrendo il più possibile servizi dei quali tutti i cittadini possano usufruire. È questo infatti il motivo per cui ricoprono quella carica e perché hanno ricevuto quelle deleghe.

Quindi, ancora secondo la mia opinione, tutti i consulenti e i segretari e i membri del gabinetto del ministro o dell’assessore, sono delle figure che servono per migliorare l’incisività della azione politico amministrativa.

Quindi i membri del gabinetto del ministro o dell’assessore in questione non devono essere delle persone che vengono prese dalle liste della disoccupazione sic et simpliciter. Devono invece essere professionisti ed esperti dei settori oggetto delle deleghe del ministro o dell’assessore in questione, o persone di fiducia di coloro che fanno parte della maggioranza che sostiene il governo, perché dagli elettori tale partito ha ricevuto l’incarico di amministrare la Cosa Pubblica e che, per questo motivo, nomina persone di sua fiducia politica.

Ecco perché, secondo me, un ministro o un assessore che rinunciano ad avere fra i consulenti un valente professionista plurititolato perché non è iscritto alle liste di disoccupazione, commette contemporaneamente una stupidaggine, una scorrettezza politica e una scorrettezza civile.

Il delitto più grave è quello di ritenere che questi ruoli non siano importanti e che siano mere distribuzioni di prebende. I casi sono due: o sono davvero non importanti e possono essere ricoperti dal primo che passa, allora aboliamoli; oppure sono ruoli cruciali nell’agire politico di una amministrazione eletta dai cittadini e allora devono essere ricoperti o da esperti o da persone di fiducia del titolare delle deleghe o del suo partito.

Tertium non datur.

Ecco perché, secondo me, a ricoprire le cariche di ministro o di assessore non possono essere chiamate delle persone senza alcun curriculum che devono passare anni a studiare cosa vuol dire avere quelle deleghe che gli sono state conferite: perché in queste cariche occorrono persone che hanno invece la formazione e l’esperienza necessaria per rendersi conto della enorme responsabilità civile che hanno e che non pensino di essere lì per distribuire posti di lavoro a quattro che vengono dalle liste di disoccupazione, sperando che si prendano poi la tessera del tuo partitino.

Questa non è gestione della cosa pubblica ma utilizzo “pro domo sua” di un ruolo di pubblico rilievo da parte di un solo partito. Il dovere civico sarebbe invece quello di far funzionare al meglio un ministero o un assessorato, utilizzando allo scopo le migliori risorse disponibili. Perché un ministero o un assessorato lavorano per tutti i cittadini, non solo per il partito che esprime quel ministro o quell’assessore.

E uno staff di valore potrebbe addirittura sopperire ai possibili guasti che deriverebbero nel caso che, per giochi di bilancino, ad avere le deleghe fosse chiamato un Corvo Rockefeller assolutamente incapace ma unica espressione di un Luis Moreno di qualsivoglia caratura politica. Nel caso di un ministro o di un assessore incompetente come il corvo Rockefeller, un ufficio di gabinetto di grande caratura garantirebbe almeno la minima decenza nello svolgimento delle mansioni.

Se invece al corvo Rockefeller si affianca un gabinetto di persone selezionate fra i primi che passano, fra gente che ha tanto studiato ma che non ha nessuna esperienza né professionale né istituzionale, allora sarebbe grave per tutti i cittadini e non basterebbe nemmeno che Luis Moreno stesse sempre alle spalle del corvo Rockefeller con le sue capacità di ventriloquio.

Abbiamo bisogno di più qualità nella azione politica, abbiamo bisogno di figure di alto profilo, abbiamo bisogno di buona politica, non di scivolare ancora più verso il basso.

Per fortuna queste mie preoccupazioni sono solo nella mia mente. Nessuno si sognerà di svilire una carica pubblica attingendo dalle liste dei disoccupati per ricoprire i ruoli di gabinetto.

Gianluca Floris

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