Le Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane commissionano opere contemporanee

download

L’idea:
Cosa succederebbe se ognuna delle quattordici fondazioni lirico sinfoniche italiane commissionasse ogni anno un’opera lirica e un’opera sinfonica a un compositore contemporaneo?

Sappiamo tutti bene che alcune lo fanno (anche se non sono sicuro che lo facciano ogni anno), e sappiamo anche che il MIBAC prevede delle premialità per queste operazioni. Ma sappiamo anche che, ogni volta che succede, si tratta di eventi e non, come dovrebbe essere,  della normalità.

Sappiamo anche tutti come in altre nazioni (che non sono la patria dell’Opera come l’Italia) questo si faccia con una certa regolarità e che i risultati nel tempo siano tutt’altro che scoraggianti, ma sappiamo che da nessuna parte c’è una fioritura così grande di produzione contemporanea come quella che l’Italia potrebbe mettere in campo con la realizzazione di questa idea.

Questa idea, ripeto, è quella di rendere obbligatoria e costante tale pratica di commissione di nuove produzioni contemporanee per ottenere molteplici vantaggi da svariati punti di vista. Vediamo quelli che mi vengono immediatamente alla mente.

La restituzione alla contemporaneità del lavoro del compositore.
Questa operazione avrebbe la funzione di far uscire da un ghetto pluridecennale italiano la composizione musicale contemporanea rendendola un appuntamento “normale” e  che permetta ai compositori contemporanei  di misurarsi con una dimensione  – quella della esibizione – adesso in gran parte perduta. Dimensione, questa della esposizione in pubblico della produzione, irrinunciabile per qualsiasi forma d’arte.
L’esibizione al pubblico di composizioni contemporanee porrebbe gli stessi compositori in una posizione sia di maggiore visibilità e diffusione, che di penetrazione profonda e reale nel tessuto sociale e culturale odierno. Perché la musica “colta” è sempre stata un’esperienza della contemporaneità, e non museale. In questo modo, con 14 nuove opere l’anno più 14 opere sinfoniche, si contribuirebbe a questa fondamentale restituzione. Per evitare di vivere – ad esempio – in un luogo dove ci siano solo musei di pittura e nessun pittore. Restituzione.

La promozione del patrimonio letterario. 
Se l’opera lirica ha avuto nella storia svariati meriti nella divulgazione della cultura, quello della promozione del patrimonio letterario mondiale è uno di quelli che saltano maggiormente all’occhio. Quando mai, senza l’opera lirica, il patrimonio del romanzo romantico, delle opere di Shakespeare o dell’indagine verista sarebbe diventato patrimonio quotidiano delle classi meno dotate di strumenti culturali?
Oggi la commissione di opere contemporanee in Italia genererebbe una positiva sinergia con quello che accade nel panorama letterario e culturale dei nostri tempi, permetterebbe l’elaborazione di nuovi libretti e di soggetti maggiormente legati alla contemporaneità.
Insomma, questa idea permetterebbe di legare con un filo tutte le espressioni della nostra cultura presente (inclusa la pittura, per dire).

La restituzione alla contemporaneità del linguaggio dell’Opera Lirica.
Il linguaggio del Teatro Musicale ha permeato tutta la nostra civiltà. Ancora oggi il linguaggio dell’opera è – mutatis mutandis – quello del musical, dei cartoni animati per bambini, dell’operetta e di molte composizioni teatrali contemporanee.

Il linguaggio dell’Opera Lirica è comunicazione immediata, di facile fruizione e si presta anche alla strutturazione di molteplici livelli di lettura apprezzabili da chiunque abbia più o meno strumenti di decrittazione dei codici e dei rimandi letterali o musicali, ma anche da chi si gode la semplice storia narrata.

Dalle molteplici esperienze che tutti noi operatori del settore abbiamo conosciuto, la narrazione della contemporaneità è ancora oggi particolarmente efficace attraverso l’espressione del teatro musicale, della parola in musica, del recitar cantando. Tutti noi siamo cresciuti con narrazioni ed emozioni veicolate da canzoni più o meno immortali o significanti, tutti noi sin da bambini abbiamo guardato i cartoni animati o i film musicali dove ad un certo punto il protagonista cantava un'”aria” o si dava vita a duetti o concertati (“Basta un poco di zucchero…”, “Salacadula, magicabula”…ecc.).

Quindi ancora oggi – o oggi più che mai – il linguaggio del teatro musicale è ampiamente compreso e decodificato da tutti. Questa operazione avrebbe il pregio di levare all’Opera quella patina di “aulico” che gli abbiamo appiccicato noi italiani negli ultimi cinquanta anni ma che è la negazione della natura stessa della lirica.

La restituzione alla contemporaneità della musica sinfonica. 
Nel mondo anglosassone e orientale, oltreché nel resto dell’Europa (a parte l’Italia), la tradizione della sinfonica moderna e contemporanea non ha conosciuto soluzioni di continuità e da sempre tutte le grandi orchestre inseriscono nelle programmazioni delle serate “normali” dei pezzi di compositori contemporanei.

In Italia purtroppo già Gershwin appare come una pericolosa concessione alla modernità, mentre quando si parla di serate a tema contemporaneo ci si rivolge alle nostre ex avanguardie di inizio secolo e solo troppo raramente si dà spazio a nostri compositori del presente.

Questa idea permetterebbe di poter far uscire allo scoperto i tanti compositori che diplomiamo nei nostri conservatori e che operano in settori pericolosamente “borderline” per potersi guadagnare da vivere.

Commissionare un’opera sinfonica all’anno sarebbe un enorme arricchimento del nostro patrimonio culturale immateriale, che è sì composto dal nostro passato glorioso, ma ancor più dal nostro prodotto presente e – massimamente – dal nostro futuro. Vorrebbe dire una chiamata alla assunzione di responsabilità da parte delle nuove generazioni di autori, in cambio di un’occasione professionale alla ribalta internazionale.

La funzione riconosciuta dalla costituzione delle Fondazioni Lirico Sinfoniche. 
Come ormai tante volte ribadito dalla Corte Costituzionale, dalla Giustizia ordinaria e da quella amministrativa, le Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane svolgono un ruolo di rilevanza costituzionale – ancorché formalmente soggetti di diritto privato – che è quello della tutela, della diffusione e della promozione della cultura musicale italiana presso i cittadini tutti.

Ecco che una iniziativa come quella della sistematica commissione di opere contemporanee, sarebbe appieno dentro quelli che sono i compiti primari delle nostre “Opera House”, compiti per i quali il Governo italiano le finanzia. Sarebbe un’operazione doverosa proprio per la valorizzazione anche del nostro patrimonio passato. Il confronto e le citazioni sarebbero una palestra feconda sia per i compositori, che per gli interpreti che per il pubblico.

Obiezioni:
Dacché ho lanciato il tweet con questa idea, molte sono le obiezioni che sono arrivate. Una per tutte il fatto che il pubblico, a vedere queste nuove opere, non ci verrebbe. Io non sono d’accordo. Intanto queste nuove produzioni dovrebbero essere inserite nella normale stagione di abbonamento e quindi fruite come spettacoli “normali”, fra una una “Lucia” e un “Rigoletto”. Poi questa operazione non serve per solleticare con facilità il palato del pubblico inseguendolo nei gusti più beceri, ma al contrario servirebbe per diffondere l’idea che lo studio della musica e del nostro patrimonio teatrale, non è fare “archeologia” o puro “snobismo”, ma un diritto di ogni cittadino, un lavoro dignitoso e una attività viva, vegeta e presente.

Un’altra obiezione (simile ma differente rispetto alla prima) è quella che comunque non si farebbe incasso. Posto che il ruolo delle Fondazioni è quello di tutelare, promuovere e diffondere, non solo quello di fare incasso (quello si chiama showbiz), ma se tali opere contemporanee fossero vere e proprie opere con orchestra in organico completo, coro con tutte le sezioni e un numero congruo di interpreti solisti (e magari anche con il ballo), se il libretto fosse tratto da un soggetto di rilevanza opportuna o tratto da un elemento attuale ben noto a tutti (penso al “Caso Klinghofer”, ma anche ad altri), se il regista fosse un regista efficace, se il direttore d’orchestra fosse un “nome” e così dicasi per i cantanti interpreti, allora sono sicuro che anche il pubblico arriverebbe. Non ho pensato a questa idea come a un escamotage per allestire in stagione opere striminzite che permettano di risparmiare, ma al contrario per spenderci lo stesso che si spenderebbe per allestire un “Don Carlo” o un “Mefistofele”.

—————

Un’idea che è ancora un sogno, ma mi piace lanciare sassi negli stagni. E poi io credo fermamente – e ci crederò fino alla fine – che l’accesso per tutti agli strumenti culturali e ai loro prodotti debba essere un diritto inalienabile e che i teatri tutti siano per questo presidio democratico fondamentale. Io sono convinto che tutti abbiano il diritto di ricevere gli strumenti per comprendere appieno sia “Rigoletto” (non ci vuol molto) che “Capriccio” di Strauss (un po’ più difficile). Perché tutti hanno diritto ad una educazione di livello, a prescindere dal censo, e fare teatro e musica è fare educazione permanente ai cittadini e mettere quegli strumenti a disposizione di tutti.

Non a caso le democrazie più civili, oggi, sono anche quelle dove è maggiore la propensione al consumo di cultura, compreso il teatro e la musica. Non è un caso. Il cittadino abituato ed educato a fruire la complessità (come un testo, un’opera, ecc.) diventa un cittadino più responsabile sia civilmente che socialmente.

E di civiltà e di inclusione sociale ne abbiamo bisogno. Come l’aria.

 

Gianluca Floris

 

About gianlucafloris

"gianlucafloris" punto "me" "gianlucafloris" dot "me"
Gallery | This entry was posted in Art, Arte, Cultura, Culture, Italy, Lyric Opera, Opera. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s